San Michele Arcangelo: il miracolo che collega il convento di Potenza e quello di Pignola

Il culto di San Michele Arcangelo, Principe delle Milizie Celesti, ha origini antichissime.

Riconosciuto in molte religioni, attraversa fisicamente e geograficamente tutto il mondo occidentale con la cosiddetta Linea Sacra dell’Angelo che secondo la leggenda è stata tracciata dalla spada dell’Arcangelo nel corso della sua battaglia contro le orde di Satana; si tratta di una linea retta tracciata idealmente sui luoghi in cui è apparso San Michele dove gli sono poi stati consacrati importanti monasteri.

La linea comincia in Irlanda su in isola deserta, passa poi su un isolotto della Cornovaglia e prosegue in Francia a Mont Saint Michel, in Italia in Val di Susa e sul Gargano per arrivare fino in Grecia sull’isola di Symi e finire in Israele al Monastero del Monte Carmelo ad Haifa.

In occasione delle festività di san Michele dell’8 maggio e del 29 settembre, anche la piccola Chiesa  consacrata a San Michele situata nell’agro di Pignola, incantevole borgo in provincia di Potenza, diventa meta di pellegrinaggio con una processione che partendo dal paese con la statua del santo arriva fino alla chiesetta dove i fedeli usano fare tre giri intorno in onore della Trinità.

La chiesa di San Michele faceva parte di un antico convento dei Cappuccini costruito nel 1530 situato a circa 4 Km dal paese su di un costone affiancato da una lunga grotta che nel tempo è diventata oggetto di molte leggende.

La grotta è profonda circa 25 gradini ed all’interno di essa è presente un  rudimentale altare.

Si racconta che nel 1574 avvenne un prodigio che si era verificato anche nel Convento di Potenza: a causa delle copiose nevicate che caratterizzarono quell’inverno, per diversi giorni il convento rimase isolato dal resto del paese costringendo i frati a rimanere senza viveri; un giorno si sentì bussare al convento, un frate aprendo l’uscio trovò una giumenta carica di viveri e con in groppa l’effige del santo ma non si vedeva il padrone e nemmeno le orme dell’animale sulla neve; dopo che accorsero gli altri frati per scaricare i viveri di cui era carica, la giumenta improvvisamente sparì.

Il convento fu abbandonato dai frati cappuccini nel 1595 e nel 1607 venne affidato ai Padri Osservanti per poi essere definitivamente soppresso nel 1808.

L’ultima testimonianza del monastero è la piccola chiesetta ad una navata che conserva una statua dell’Arcangelo.

La sua collocazione all’interno del parco dell’Appennino Lucano ed il suggestivo percorso che la separa dal paese, hanno fatto diventare la grotta e la chiesa meta di escursioni da parte degli amanti della natura, grazie anche all’impegno ed all’attività svolta dall’Associazione della Compagnia della Varroccia che organizza escursioni a cavallo fra gli antichi sentieri della Lucania.

Francesca Messina

Di seguito le foto della chiesa di San Michele, della grotta e dell’altare rudimentale e della navata della chiesa.