Potenza: Paolo, barbiere storico della città, è prossimo alla pensione. Questo il messaggio che lancia ai giovani

La storia di Paolo Datena, barbiere di Potenza, si intreccia in una serie di racconti che riguardano l’antico mestiere, ambientato nei diversi angoli dello stivale.

In un libro realizzato per il master che forma social media manager all’Università di Parma, si raccontano i cambiamenti epocali nella professione di barbiere e la promozione attraverso il marketing di prodotti e territori.

Da quel lavoro ad oggi, il Covid ha cambiato i connotati di quel racconto.

C’è però il fatto che Paolo continua oggi a fare l’unico mestiere per il quale è nato: il barbiere.

Nessuna rivoluzione può fermare questo lavoro che continuerà sempre, è il messaggio di speranza che il barbiere potentino prossimo alla pensione consegna alle giovani generazioni.

La storia inserita nel book nel 2017:

“In via Nicola Sole nel quartiere di Santacroce a Potenza, c’è Paolo Datena il barbiere.

Tutti lo chiamano soltanto Paolo.

Una volta abbassata la saracinesca, del suo negozio a fronte strada, non c’è più traccia.

Nessuna insegna da barbiere. Eppure, “in barba” a qualsiasi forma di pubblicità, tutti conoscono Paolo.

Quando di buona ora comincia la sua attività, la saracinesca viene sollevata e dietro a quella porta di vetro, quell’ambiente diventa il palcoscenico di giornate molto particolari.

Sulla porta di ingresso, un bigliettino scritto a mano che recita ‘Torno subito’ in caso di brevi allontanamenti dal negozio, con nome e numero di telefono cellulare.

Il salone diventa luogo di incontro tra persone che cercano la stessa cosa: mani esperte per la cura del proprio aspetto e chiacchierare liberamente.

Non è solo questione di barba o capelli.  Andare da Paolo è uno stile di vita.

Dal barbiere si aspetta, si ascoltano le storie degli altri, si condivide.

Dai professionisti, alle persone più umili. Qui si possono incontrare i personaggi più disparati.

Paolo come un moderatore conduce il gioco dello scambio. In caso di richieste particolari per esigenze di riservatezza, Paolo rilascia appuntamenti in orari differenti.

È bravo a tenere l’armonia. Ed è convinto che tra le doti di un barbiere rientri anche quella di essere un bravo psicologo.

C’è chi non si rassegna al passare degli anni e ai tanti capelli persi e continua a chiedere più passate di rasoio che non sono necessarie.

All’ennesima richiesta Paolo sorride, ripassa dolcemente il rasoio fino a quando la battuta fuoriesce innocente.

Tra le sue massime il principio di uguaglianza delle teste da trattare, per il fatto di essere tutti uguali che non esistono persone più di altre, né tantomeno diritti di precedenza nel salone.

Raramente si arrabbia, se non quando incontra persone arroganti che combatte con la sua ironia.

Sa dipingere il carattere delle persone e inventare soprannomi.

È chiacchierone ma amico fidato. Il sabato, a orario di chiusura, apparecchia un tavolo per il gioco del tresette e nel locale si condividono birre e panini, mentre piovono battute su personaggi mitologici della città”.

Oggi Paolo continua a fare il suo lavoro, anche se molte cose sono cambiate, questo il suo messaggio:

“Tutto quel racconto sulle modalità del mio lavoro oggi non valgono più.

Il salone non è più teatro di incontri, gli appuntamenti sono fissati per un cliente alla volta. La pandemia da Covid 19 ha trasformato tutto ma si va sempre avanti.

È un mestiere che non tramonterà mai, io sono ancora al mio negozio, dal ‘74 da quando ero appena un ragazzo.

A quei tempi, quando non si andava bene a scuola, il papà e la mamma ti dicevano di andare a imparare un mestiere in una qualsiasi bottega di artigiano.

Era un modo per toglierti dalla strada e aprirti nuovi orizzonti.

Rifarei il barbiere.

Oggi i giovani hanno un ventaglio di possibilità, sono ottimista per natura”.

Roberta Nardacchione

Di seguito una foto di Paolo Datena nel suo salone e una foto del giornale che racconta la sua storia.