Potenza: l’imponente Ponte Musmeci, che collega l’ingresso della città all’autostrada, attraversa un fiume e due ferrovie, resta un capolavoro da preservare e valorizzare

Continuerà ad essere ammirato e vissuto, esplicando la sua funzione. Oggi ha 44 anni, è orgoglio della città e di tutta la Basilicata. Preservarlo dai segni del tempo è più che mai importante, in un periodo in cui i riflettori sono puntati sullo stato delle infrastrutture dopo il caso Morandi.

Il Ponte Musmeci o Ponte del Basento, è davvero unico, ha fatto parlare di se al mondo intero.

Sulla sua messa in sicurezza c’è stata coesione di intenti tra amministrazioni, professionisti del settore e classe dirigente.

Finanziati gli interventi per rimettere a nuovo il ponte, attualissima è l’aggiudicazione della gara d’appalto per il suo restyling.

Il team di esperti italo – svizzeri che se ne occuperà, realizzerà la conservazione, fruizione e valorizzazione, anche per fini turistici. Questo richiedeva il bando di gara, con la ratio di inserire il ponte e l’area circostante nei circuiti nazionali e internazionali.

Saranno quindi realizzati interventi per la sua completa accessibilità, compresa la nuova illuminazione e la riqualificazione dell’area sottostante.

Il ponte del Basento, o Musmeci dal cognome del suo genio creatore, si integra perfettamente nel verde del Parco del Basento, passeggiare in quell’area, permette di ammirare le sue forme ad arco da una posizione privilegiata.

La storia di questo ponte, del suo genio creatore, dell’ingegnere Sergio Musmeci che lo concepì negli anni 60’ e lo ultimò nel 1976 è nota a tutti.

Era talmente fuori dal comune il suo talento che grazie ad esso risultò vincitore anche tra i progetti candidati alla realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina.

Il ponte Musmeci incanta i visitatori al primo ingresso a Potenza, nel 2003 il MiBact ha dichiarato l’infrastruttura come monumento di interesse culturale, è il primo ponte con un riconoscimento simile, inoltre è candidato a diventare Patrimonio dell’Unesco.

A Roma per chi volesse approfondire la nascita dell’opera, tutte le curiosità sul suo iter, può ripercorrere tali passaggi nel museo Maxxi dove è presente l’archivio Musmeci Sergio e Zanini Zenaide donato dalla famiglia dell’ingegnere.

“L’architettura non è soltanto quella strutturale è un campo dove oggi occorre rischiare. Chi non rischia vuol dire che sta imitando oppure ripetendo. Se si vuole invadere un campo nuovo, si deve affrontare l’ignoto”.

Sono le parole di Musmeci che oggi riecheggiano in vista del mantenimento in buona salute di una struttura che ha restituito un’immagine importante al territorio.

Il ponte luogo di tantissime iniziative artistiche e culturali, presentato anche all’Expo di Milano2015.

Quegli archi che si ricollegano al terreno, la sensazione che a guardarlo non sembra artificiale ma armonizzato con il verde della zona circostante. Collega l’ingresso della città all’autostrada, attraversa un fiume e due ferrovie.

Nato per soddisfare l’esigenza di sostenere con la viabilità la crescita del tessuto produttivo, si è trasformato poi, in qualcosa di molto di più: in un biglietto da visita per la città, nel suo ingresso principale.

Sembra voglia dire ‘Benvenuti a Potenza’.

Roberta Nardacchione

Di seguito alcune foto del Ponte Musmeci.