Potenza: la storica Parata dei Turchi tra fede e tradizione. Alla vigilia della festa in onore del patrono San Gerardo…

C’è un periodo molto particolare per la città di Potenza, in cui fede, tradizione, senso di appartenenza e divertimento si fondono in un coinvolgente e curatissimo evento, la Storica Parata dei Turchi.

Una rievocazione storica che si svolge annualmente a Potenza alla vigilia della festa del santo patrono, San Gerardo Vescovo.

Con devozione e profonda partecipazione, la comunità potentina si stringe attorno al suo santo venerandolo in una commistione di cristiano e pagano, sacro e profano.

La rappresentazione prende vita, tra le strade principali del capoluogo lucano, il 29 maggio e mette in scena la pretesa invasione da parte dell’esercito turco che, risalendo il fiume Basento, avrebbe raggiunto le porte della fortezza; i cittadini, impotenti difronte all’organizzazione militare degli invasori, si sarebbero rivolti al vescovo, Gerardo La Porta, e questi, ascoltato il grido d’aiuto, invocando una schiera di angeli guerrieri, avrebbe compiuto il miracolo di liberare la città dai suoi nemici.

Appare improbabile che il fiume Basento sia stato mai navigabile e non è riscontrata storicamente un’invasione turca riconducibile a quel periodo, più credibile è la venerazione del santo dopo essere stato mandato a Potenza dalla Santa Sede per contrastare la diffusione dell’eresia Catara.

È certo, infatti, che i Catari nei primi decenni del XII secolo estendessero le ultime propaggini nel sud Italia. Un’altra tesi afferma che la tradizione della parata dei turchi risalga al 24 giugno 1578, data in cui il conte Alfonso de’ Guevara giunse in città, accolto dal popolo che, festeggiando la sua venuta, lo attese vicino al fiume Basento, ai piedi della città.

Un’altra tesi, quella del dottor Michele Musto, sostiene che la parata ricordi una processione religiosa, tenutasi al ritorno di schiavi riscattati in Barberia dai religiosi degli ordini SS. Trinità e Mercedari, e che ne ripeta la festa popolare: la prova sarebbe che a Bruges nel 1884 (documentato in “Corsaires et Redempteurs” edito nel 1884 da Societé da Saint Augustin – Lille – France), a ricordo del ritorno di schiavi riscattati con il santo protettore sfilarono i Turchi, il gran Turco e l’equipaggio della nave che li riportò liberi in patria, ovvero gli stessi protagonisti che si ritrovano nella Storica Parata.

Il dottor Musto ritrova altri indizi nell’opera dello storico potentino Riviello, che narra di alabardieri, bambini vestiti da angeli e da turchi.

Al di là della veridicità storica, la parata è per i potentini un senso tangibile di appartenenza e una delle tradizioni a cui il popolo è più legato da tempo immemore.

Nulla è lasciato al caso e tutti i partecipanti sono animati da uno spirito di condivisione che rende emozionante ogni piccolo gesto o passo, scandito da tamburi, sbandieratori e musici.

I visitatori, rapiti dalla bellezza degli abiti, realizzati da un team di sarte locali, osservano con curiosità i vari personaggi che si susseguono nel corso della rappresentazione, dai nobili ai popolani, dai turchi ai cherubini, ogni figura è curata nel dettaglio, dai costumi al trucco scenico, agli accessori, ai carri trainati dai buoi, alla barca che porta San Gerardo bambino, al tempio del Santo protettore che chiude la parata benedicendo la popolazione.

Il Comune di Potenza ha cercato, negli anni, di preservare questa tradizione e valorizzarla in ogni modo, tant’è che nel 2010, con una delibera avente in oggetto la “Rievocazione e parata storica per la commemorazione di San Gerardo Patrono della città di Potenza”, è stata costituita una Commissione storica per la pianificazione, preparazione e istituzionalizzazione di tale evento.

Dall’enorme mole di lavoro della Commissione, è stato elaborato un disciplinare con il quale vengono riconosciute le caratteristiche della parata, regolamentando denominazione, immagine, partecipazione e norme di svolgimento del corteo storico.

Maria Vittoria Pinto