Potenza Città Verticale: “Dormire con i piedi sulle montagne e con la testa nelle nuvole”

Potenza non è solo la Città più alta d’Italia ma la sua particolare struttura urbanistica conferisce al Capoluogo di Regione anche la denominazione di Città Verticale la cui originalità consiste, per l’appunto, in uno sviluppo verticale con livelli terrazzati.

Per il poeta Leonardo Sinisgalli:

“a Potenza puoi dormire con i piedi sulle montagne e con la testa nelle nuvole”.

Ed è un’esperienza da provare perché la città, complice un inedito fermento culturale culminato con il riconoscimento di “Potenza Città d’arte”, oltre al fortunato connubio di un’aria fresca e un cielo terso, vanta un patrimonio artistico inaspettato da scoprire partendo dal suo elegante centro storico dove dominano la ottocentesca Piazza Mario Pagano e lo storico teatro Francesco Stabile inaugurato il 26 gennaio 1881 con la rappresentazione della Traviata di Giuseppe Verdi alla presenza del Re Umberto I.

Tracce dell’epoca medievale invece ci conducono alle sue caratteristiche Porte medioevali e alle Chiese di San Michele e San Francesco dove è possibile ammirare La Pietà di Giovanni De Gregorio detto il Pietrafesa, che è anche l’autore della suggestiva Madonna dei Mali, tela attualmente conservata presso il Museo Provinciale.

Ad un passo dal parco fluviale del Basento sorge invece il Museo di Arte Figurativa Contemporanea, nato per iniziativa dell’artista lucano Nino Tricarico, che ospita tra gli altri, artisti come Giacomo Manzù, Aligi Sassu, Renato Guttuso, Salvatore Fiume e Jean Mirò.  Grazie alla donazione della vedova di Albert Friscia, la signora Lidia Di Bello, alla sua città di origine, Potenza conserva e custodisce il lascito artistico di uno dei più importanti esponenti dell’astrattismo e della pop art americana che può essere ammirato nella nuovissima sede della Biblioteca Nazionale (oltre 90 dipinti, 65 sculture in bronzo e svariati disegni ed opere grafiche). Basta invece recarsi nella Cattedrale di San Gerardo per apprezzare il sarcofago bronzeo del newyorkese Friscia che conserva i resti dell’arcivescovo Augusto  Bertazzoni.

Importanti opere di ingegneria ed architettura moderna caratterizzano la città di Potenza: a parte le scale mobili più lunghe d’Europa progettate in considerazione del fatto che la città si sviluppa, per l’appunto, in altezza, una delle opere più famose è certamente il Ponte Musmeci, realizzato negli anni ’70 dall’ingegnere Sergio Musmeci che attraversa il fiume Basento e costituisce la porta di ingresso al capoluogo lucano per chi proviene dall’autostrada A2. L’opera si caratterizza per essere costruita da un’unica membrana in cemento armato, modellata con curve in tensione e compressione continua, che emulano la forma di mani aperte che sorreggono l’impalcato.

Il celebre ponte, dichiarato monumento di interesse culturale e candidato ad ottenere il riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, ha affascinato anche il grande maestro della fotografia Henri Cartier-Bresson che lo ha immortalo in uno scatto nel 1973 mentre era ancora in costruzione.

L’Auditorium del Conservatorio di Potenza è stato invece progettato dal noto architetto romano Giovanni Rebecchini ed inserito fra i migliori ed i più belli del mondo secondo uno studio pubblicato da ricercatori francesi (Auditoriums, Le Moniteur Edition). Importanti architetti del periodo fascista hanno lasciato la loro testimonianza nella città di Potenza con opere di forte valenza artistica:  Ernesto Bruno Lapadula, autore del celebre Palazzo della Civiltà del Lavoro, ha firmato Il Palazzo delle Poste Centrali; Mario Ridolfi è invece l’autore della Casa del Balilla mentre Ernesto Puppo ci ha lasciato il Grattacielo Razionalista considerato l’antesignano dei moderni grattacieli, costruito nel 1937 per ospitare la biblioteca Provinciale, un edificio marcatamente asimmetrico che sembra voler emulare un fascio littorio schematizzato.

Francesca Messina

Di seguito la foto del Grattacielo Razionalista scattata dall’architetto Roberto Pontolillo nel 1999: