Pompei: riaffiora intatto il Termopolio della Regio V. Le parole del venosino Massimo Osanna

Gli scavi di Pompei non smettono mai di stupirci e continuano a portare alla luce reperti che raccontano un passato interessante ancora tutto da scoprire.

A narrare agli occhi del mondo questa magnifica scoperta c’è un lucano, originario di Venosa, si chiama  Massimo Osanna ed è il Direttore Generale ad interim del Parco archeologico di Pompei e direttore generale dei Musei del Mibact.

Sul canale you tube di Pompeii Sites è stato pubblicato un video dove lo stesso Osanna spiega l’evoluzione delle ricerche e ciò che è emerso da questa nuova scoperta.

“Il termopolio della Regio V – riporta Pompeii Sites – una delle tavole calde di Pompei, con l’immagine della Nereide a cavallo, già parzialmente scavato nel 2019, riaffiora per intero con altre ricche decorazioni di nature morte, rinvenimenti di resti alimentari, ossa di animali e di vittime dell’eruzione.

L’impianto commerciale era stato indagato solo in parte nel 2019,durante gli interventi del Grande Progetto Pompei per la messa in sicurezza e consolidamento dei fronti di scavo storici.

Considerate l’eccezionalità delle decorazioni e al fine restituire la completa configurazione del locale, ubicato nello slargo all’ incrocio tra il vicolo delle Nozze d’argento e il vicolo dei Balconi, si è deciso estendere il progetto e di portare a termine lo scavo dell’intero ambiente.

Di fronte al termopolio, nella piazzetta antistante, erano già emerse una cisterna, una fontana, e una torre piezometrica ( per la distribuzione dell’acqua),dislocate a poca distanza dalla bottega già nota per l’affresco dei gladiatori in combattimento.

Le decorazioni del bancone – le prime emerse dallo scavo – presentano sul fronte, l’immagine di una Nereide a cavallo in ambiente marino, e sul lato più corto l’illustrazione, probabilmente della bottega stessa alla stregua di un’insegna commerciale.

Il ritrovamento, al momento dello scavo, di anfore poste davanti al bancone rifletteva non a caso l’immagine dipinta. In questa nuova fase di scavo, sull’ultimo braccio di bancone portato alla luce sono emerse altre pregevoli scene di nature morte, con rappresentazioni di animali, probabilmente macellati e venduti nel locale.

Frammenti ossei, pertinenti gli stessi animali, sono stati inoltre rinvenuti all’interno di recipienti ricavati nello spessore del bancone contenenti cibi destinati alla vendita.

Come le due anatre germane esposte a testa in giù, pronte ad essere preparate e consumate, un gallo e un cane al guinzaglio, quasi un monito alla maniera del famoso Cave Canem.

Una sbeffeggiante iscrizione graffita “Nicia cineadecacator” si si legge sulla cornice che racchiude il dipinto del cane:

Nicia ( probabilmente un liberto proveniente dalla Grecia) Cacatore, invertito! Probabilmente lasciata da un buontempone che aveva voluto prendere in giro il proprietario o da qualcuno che lavorava nel termopolio”.

Il Ministro per i beni e per le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, ha commentato le nuove scoperte della Regio V negli scavi di Pompei con queste parole:

“Con un lavoro di squadra, che ha richiesto norme legislative e qualità delle persone, oggi Pompei è indicata nel mondo come un esempio di tutela e gestione, tornando a essere uno dei luoghi più visitati in Italia in cui si fa ricerca, si continua a scavare e si fanno scoperte straordinarie come questa”.

Massimo Osanna, Direttore Generale ad interim del Parco archeologico di Pompei, ha dichiarato:

“Oltre a trattarsi di una ulteriore testimonianza della vita quotidiana a Pompei, le possibilità di analisi di questo termopolio sono eccezionali, perché per la prima volta si è scavato un simile ambiente per intero ed è stato possibile condurre tutte le analisi che le tecnologie odierne consentono.

I materiali rinvenuti sono stati, infatti, scavati e studiati sotto ogni aspetto da un team interdisciplinare composto da: antropologo fisico, archeologo, archeobotanico, archeozoologo, geologo, vulcanologo.

I materiali saranno ulteriormente analizzati in laboratorio e in particolari i resti rinvenuti nei dolia (contenitori in terracotta) del bancone, rappresenteranno dei dati eccezionali per capire cosa veniva venduto e quale era la dieta alimentare”.

Massimo Osanna, nato a Venosa nel 1963, è professore ordinario di Archeologia alla Facoltà Federico II di Napoli ed è stato visiting professor in numerosi atenei europei. Ha promosso scavi e ricerche in Italia meridionale, Grecia, Francia.

La sua preparazione e la sua professionalità riempiono d’orgoglio la sua terra, la Basilicata.

Enza Martoccia

Di seguito alcuni screen shot tratti dal video pubblicato da Pompeii Sites.