Pietro Tozzi che ritrovò la scultura perduta di Bonarroti, Ruvo del Monte e la valorizzazione della figura di un suo illustre cittadino

Il nome di Pietro Tozzi forse è sconosciuto ma è stato un artista molto noto soprattutto all’estero.

Nato a Ruvo del Monte nel 1883, Tozzi si trasferì a Firenze nel 1932 e successivamente negli Stati Uniti a New York.

E’ ricordato per il suo capolavoro “Il mietitore di Basilicata” del 1906, opera con la quale tre anni dopo nell’esposizione di Seattle e Pittsburg vinse il secondo premio internazionale e una medaglia d’argento.

Del quadro oggi si sono perse le tracce, è un mistero dove si trovi.

Fu un ritrattista di alto livello.

“Basilicata nel mondo” scrive di lui: è un “artista di valore non comune che altamente onora la terra che lo vide nascere, nonché la patria italiana”.

E se il mondo è tornato ad ammirare “Il San Giovanni Perduto”, una scultura di Michelangelo Buonarroti, dimenticata e sconosciuta, è proprio grazie alle profonde conoscenze della storia dell’arte.

Nel 1900 il “San Giovanni Perduto” fu acquistata a Bologna da un mercante d’arte, Daniel Z. Noorian.

La scultura all’inizio fu attribuita ad Andrea Sansovino.

Dopo la morte di Noorian, il “San Giovanni Perduto” fu messo più volte all’asta fino ad essere comprato nel 1942 da Pietro tozzi e da sua moglie.

L’opera non era in buone condizioni, niente poteva rivelare il suo reale splendore.

Tozzi, che aveva lavorato anche come consulente per diversi musei e collezionisti internazionali, la riportò alle condizioni originali, riuscendo a collegarla al “san Giovanni”, opera giovanile del Buonarroti mai ritrovata.

La scoperta fu confermata dai massimi esperti d’arte.

Tozzi non recise mai il filo che lo legava al suo paese d’origine, come dimostra una corrispondenza scambiata con il sindaco di Ruvo del Monte.

E il suo paese ha voluto omaggiarlo dopo tanto tempo con una mostra dedicata.

Lina Spedicato è una grande conoscitrice di Ruvo del Monte, è una ricercatrice, da questo paese partono i suoi studi su di un altro personaggio importante ruvese lo scrittore Evan Hunter, ed è anche grazie al suo contributo, che insieme alla Pro Loco si è ricordato nel 2019 Pietro Tozzi.

Collabora anche con la Pro Loco di Ruvo del Monte da qualche tempo.

“Era un uomo straordinario – dice –  avrà avuto l’età del nonno di Hunter.

Ha sicuramente studiato a Napoli, poi andò a Firenze, ebbe successo che aveva appena 23 anni, per il resto la sua vita è ancora un po’ avvolta nel mistero, a parte quelle poche testimonianze che lui stesso ha lasciato con quelle due lettere al sindaco e al parroco autografate.

Avevo ritrovato dei suoi dipinti e contattando il museo Aiello siamo riusciti a organizzare l’unica mostra a lui dedicata.

E’ l’estate 2019, c’è abbastanza fermento nel paese, tanti i ruvesi che tornano d’estate ma anche di turisti provenienti fuori regione dalla Svizzera”.

All’esposizione il dipinto “Dolore e dignità”, ritratto di un ragazzo in camicia bianca, con un’intensa espressione del volto. Sul retro della tela si trova, inaspettato, un altro suo ritratto, di un anziano con una folta barba.

Grazie al Muse Aiello di Moliterno, che ha reso possibile l’esposizione di alcune delle opere di un grande artista, per troppo tempo dimenticato”.

Roberta Nardacchione