Nel materano uno tra i più antichi paesi della Basilicata è custode di una storia millenaria! Un tempo si chiamava Montepeloso…

Irsina oggi, Montepeloso una volta.

Questa città sorge sulla cima di un colle roccioso in provincia di Matera.

L’antica Montepeloso ha dominato le valli del Bradano e del Basentello.

Nel 1895 ci fu la trasformazione del nome da Montepeloso a Irsina.

Questa città ha un forte valore storico e culturale perché tra i più antichi paesi della Basilicata.

L’antico borgo è un vero e proprio gioiello da visitare.

Nella vecchia Montepeloso insiste il cinquecentesco ex convento di San Francesco quale centro culturale polifunzionale che ospita il Museo Civico Archeologico dedicato a Michele Janora e gestito da una cooperativa locale Arenacea.

Prima di scoprire la collezione di circa 300 reperti è giusto dedicare qualche parola su Michele Janora.

È un irsinese doc, la sua formazione avviene tra Altamura, dove consegue la licenza ginnasiale, e Napoli, dove ottiene quella liceale.

Svolge con dedizione il ruolo di insegnante nelle città di Montepeloso, Napoli e Gravina di Puglia, e nel contempo scrive  trattati e cronache di carattere storico-politico.

Nel 1903  è nominato Regio Ispettore onorario  per  i monumenti e gli scavi del Comune di Montepeloso.

La sua passione per l’antichità lo porta a raccogliere un considerevole numero di manufatti archeologici e  a conservarli nel palazzo di famiglia.

Dopo la sua scomparsa, avvenuta  alla giovane età di 43 anni, la collezione viene ereditata dai nipoti e, nel 1948, i reperti sono sottoposti a vincolo dal Ministero della Pubblica istruzione per il loro importante interesse.

Nel 1981, infine, la collezione viene acquistata dal Comune di Irsina.

La collezione archeologica Janora è costituita da un totale di 1621 reperti di carattere eterogeneo: ceramica, armi, utensili domestici, ornamenti personali e monete.

Gli oggetti provengono da necropoli o singole tombe sparse perlopiù lungo le fasce orientale della Basilicata e nord-occidentale della Puglia.

La loro datazione ricopre un arco cronologico molto ampio che va dal Neolitico fino al periodo tardo romano; la percentuale maggiore di reperti è però databile tra il VI e il II secolo a.C.

Gli oltre 1600 reperti, provenienti in gran parte da necropoli o singole tombe disseminate lungo le fasce orientale della Basilicata e nord-occidentale della Puglia, testimoniano la vita della città e del territorio fin dal Neolitico.

Il nucleo più importante della raccolta è costituito da ceramica a decorazione geometrica, a figure rosse, a vernice nera, acroma, armi e ornamenti in bronzo e ferro databili dall’età preistorica all’età ellenistica.

Tra gli oggetti di maggior pregio della collezione è da menzionare il cratere a calice a figure rosse raffigurante la lotta tra Bellerofonte e la Chimera risalente al primo quarto del IV sec. a.C.

Il Museo, allestito nei suggestivi locali del cinquecentesco ex convento di San Francesco di Irsina, ospita una selezione di circa 300 reperti appositamente studiati e restaurati secondo un percorso cronologico che parte dal neolitico per continuare con l’età arcaica, classica ed ellenistica.

Ad Irsina c’è tanto ancora da scoprire.

Nicola Santulli

Di seguito alcune foto del Museo Civico Archeologico dedicato a Michele Janora di Irsina.