Metaponto e il sito delle Tavole Palatine, dove visse e insegnò anche Pitagora

A Metaponto sorge un’area archeologica che catapulta il visitatore in un’altra epoca. Fare passi indietro ai tempi della Magna Grecia è possibile visitando il sito delle Tavole Palatine.

A poca distanza dalla costa ionica in Lucania i resti del monumento sono situati   sull’ultima ondulazione dei Givoni, antichi cordoni litoranei, presso la sponda destra del fiume Bradano, eretto sui resti di un antico villaggio neolitico.

Secondo la leggenda, Metaponto sarebbe stata fondata da un eroe greco, Nestore, di ritorno dalla guerra di Troia. Qui a Metaponto visse e insegnò anche Pitagora, che fondò una delle sue scuole.

Il sito delle Tavole Palatine è immerso nella quiete della natura e per arrivarci si percorre un bel vialetto alberato. Da lontano si scorgono le 15 colonne con 20 scanalature in ordine dorico. Le colonne sono disposte in due file, una da 10 colonne e una con 5 colonne.

Il tempio, in origine, era di forma periptera e contava ben 32 colonne, cui 12 sui lati lunghi e 6 sui lati corti. Lo stilobate era lungo 34,29 metri e largo 13,66 metri, la cella di 17,79 x 8,68 metri. Nel V secolo a.C. fu dotato di un tetto fittile con decorazione policroma di tradizione ionica, con protomi leonine e doccioni.

Le sensazioni aumentano all’avvicinarsi di questa opera maestosa. Si respira una atmosfera incredibile che mescola storia, cultura e archeologia.  Il tempio, restaurato nel 1961, era stato inizialmente attribuito al culto della dea Atena, successivamente sul frammento di un vaso, trovato nel corso degli scavi archeologici del 1926, venne rinvenuta una dedica votiva alla dea Hera.

Fino al XIX secolo le Tavole Palatine erano localmente definite anche “Mensole Palatine” o “Colonne Palatine”, probabilmente in ricordo alle lotte contro i Saraceni dei Paladini di Francia. Il tempio era anche chiamato “Scuola di Pitagora”, in memoria del grande filosofo. Nel medioevo era ancora chiamato “Mensae Imperatoris”, probabilmente a ricordo dell’imperatore Ottone II che, nella spedizione contro i Saraceni del 982, si accampò a Metaponto.

All’interno del parco è possibile visitare altri tre templi, quello di:

  • Apollo;
  • Atena;
  • Afrodite.

I primi due sono in stile dorico mentre il terzo è un tempio ionico. Sulla destra dell’area sacra si trova l’agorà dedicata a Zeus e a poca distanza un teatro a cavea semicircolare del quale è stato ricomposto il meraviglioso fregio dorico.

Un’altra zona interessante è quella del kerameicos, ovvero il quartiere dei ceramisti, che ci offre uno scorcio delle tradizioni della vita artigianale. Sul lato opposto del parco invece si sviluppa l’area del Castro Romano, una lunga galleria a portici usata sino alla fine del VI secolo d.C.

Nelle vicinanze del tempio sono stati rinvenuti, dagli scavi del 1926, numerosi resti dell’antica decorazione in terracotta, statuette, ceramiche e altri pezzi di colonne esposti al Museo archeologico nazionale di Metaponto.

Il Museo Archeologico Nazionale, è un sito storico di interesse internazionale che custodisce diversi reperti che sono stati rinvenuti nell’area delle antiche civiltà della Magna Grecia. Oltre alle anfore e ai classici vasi della Magna Grecia, a testimonianza della grande espansione commerciale dell’antica città di Metaponto, sono state rinvenute delle monete locali con il simbolo di una spiga di grano, famose e preziose sono anche le ceramiche antiche che venivano prodotte in questa zona.

Come detto in passato, il tempio era chiamato anche Scuola di Pitagora, proprio perché qui il grande filosofo aveva posto la sede dei suoi insegnamenti. Quella lingua di terra della Basilicata che si affaccia sul Mare Ionio, tra Nova Siri e Bernalda è un luogo che merita di essere visitato non solo per il mare cristallino e l’aria salubre ma perché permette un viaggio nella storia e nella cultura ancorata nel passato.

Una passeggiata semplice e alla portata di tutti. Per chi vuole vivere emozioni indescrivibili, la visita verso l’ora del tramonto è qualcosa di imperdibile con i raggi del sole che battono sulle colonne modificandone il colore.

Nicola Santulli

Di seguito alcune foto del sito delle Tavole Palatine.