Matera celebra la Madonna della Bruna! Dalla processione dei pastori alla distruzione del carro, ecco le fasi più belle della Festa

La Madonna della Bruna è la protettrice della città di Matera.

La festa patronale a lei dedicata si festeggia il 2 luglio di ogni anno da più di 600 anni.

Non chiare sono le origini della festa la cui storia, tramandata di generazione in generazione, si è arricchita col tempo di innumerevoli varianti.

Una di queste leggende racconta che una giovane e sconosciuta signora chiese ad un contadino di farla salire sul suo carretto per accompagnarla a Matera.

Giunta alla periferia della città, nella zona dell’attuale chiesa dell’Annunziata del rione Piccianello, scese dal carretto e chiese al contadino di portare un suo messaggio al Vescovo, in cui diceva di essere la madre di Cristo.

Il Vescovo insieme al clero ed al popolo accorse subito ad accogliere la Vergine, e vi trovarono una statua; così la statua della Madonna fu fatta entrare in città su un carro trionfale addobbato.

La statua della Madonna è ubicata all’interno di una teca nel transetto della Cattedrale a lei dedicata.

Nella stessa cattedrale un affresco che la raffigura, di scuola bizantina e risalente al XIII secolo, si trova sull’altare sito all’ingresso della navata sinistra. Papa Giovanni Paolo II si è inginocchiato a pregare d’innanzi a questa effige, pronunziando una preghiera a lei rivolta.

La festa della Madonna della Bruna costituisce per i materani un evento davvero speciale, coinvolgente e atteso per tutto l’anno.

La festa ha inizio all’alba del 2 luglio, con la messa solenne in cattedrale, seguita dalla cosiddetta “processione dei pastori” che, annunciata dai fuochi pirotecnici, porta per le vie principali della città, il quadro della Madonna della Bruna, che si narra sia stato trovato sotto un albero proprio da alcuni pastori.

A mezzogiorno parte la seconda processione: quella in cui è la statua della Madonna, guidata dalle autorità religiose e civili e scortata dai “Cavalieri della Bruna”, ad essere lentamente condotta dalla Cattedrale verso la periferia della città, precisamente nella chiesa del quartiere popolare di Piccianello.

I Cavalieri della Bruna sono personaggi che si tramandano questo ruolo di padre in figlio, con una precisa gerarchia: generale, vice generale, portabandiera, trombettiere, ecc.

Scortano la processione pomeridiana lungo tutto il suo percorso. Indossano costumi non appartenenti ad un’epoca precisa, sono pesantemente ornati da nastri colorati, medaglie, penne e piumini, elmi ed armature luccicanti.

Nel tardo pomeriggio, dopo la messa, la statua viene collocata nella “torretta” a poppa del Carro trionfale di cartapesta.

Incomincia così, all’imbrunire, la lenta processione di ritorno verso il centro della città. Una volta giunto sulla piccola piazza antistante la cattedrale, al Carro si fanno compiere tre giri, e solo successivamente la statua, accompagnata dalla Curia Arcivescovile, viene deposta nella Cattedrale.

A questo punto il Carro, ormai privo della sacra immagine e scortato da cavalieri montanti cavalli bardati di fiori di carta e velluto, ma recentemente anche da agenti delle forze dell’ordine in tenuta antisommossa, inizia a guadagnare la strada verso Piazza Vittorio Veneto, dov’è radunata una gran folla in attesa di assistere allo “strazzo”: l’assalto e la distruzione dello stesso carro, frutto di un lavoro artigianale durato molti mesi. Dopo lo “strazzo” la festa si conclude a tarda notte con i fuochi pirotecnici.

Lo strazzo rappresenta l’atto finale di questa processione: protagonisti del rito collettivo, al quale tutti i materani sentono l’obbligo di assistere, sono soprattutto i giovani della città.

In pochi minuti il carro viene totalmente spogliato delle sue componenti più preziose o cariche di significato religioso. I componenti della folla fanno a gara per accaparrarsi il “trofeo” di cartapesta più bello.

A Matera sono numerosi i Maestri cartapestai che concorrono per aggiudicarsi il progetto del carro.

La macchina tradizionale, lunga circa dodici metri, larga tre ed alta quattro, è realizzata in cartapesta ed è montata su una struttura motrice trainata da coppie di muli.

Si aggiudica l’assegnazione della gara per la costruzione il cartapestaio che meglio raffigura la scena prescelta nella bozza di presentazione, al miglior prezzo.

Il carro è ogni anno diverso ed è arricchito da decorazioni, spesso di notevole pregio artistico, che rimandano a parabole e vicende narrate dal Vangelo e scelte annualmente dal vescovo della città.

Con l’ottava della Bruna si chiudono i festeggiamenti in onore di Maria Santissima della Bruna; la domenica successiva il 2 luglio, c’è la processione della Madonna che ha paura per le vie del centro storico, portata a spalla dai Cavalieri della Bruna, il tutto con a conclusione la santa Messa.

Enza Martoccia