Maratea, una bellezza lucana disarmante! Dalla Grotta delle Meraviglie alla Statua del Cristo, la Perla del Tirreno continua ad essere meta di Vip e non solo

Incastonata tra rocce che s’inabissano nelle limpide acque blu del Tirreno.

Circondata da boscaglie selvagge ed incontaminate.

I greci la chiamarono Thea Maris (Dea del Mare).

Oggi nota come la “Perla del Tirreno”: Maratea, una bellezza lucana disarmante.

Cesare Pavese la racconta così:

“Non c’è nessun altro luogo che io conosca che sia valido in me come questo che vedi.

I colori, l’aria di questa terra, il paesaggio così combinato.

I colori soprattutto, sono colori primordiali.”

Tra scogliere ed insenature, che traforano i 32 km di costa, il litorale si snoda tra il Canale di Mezzanotte e la foce del fiume Noce.

Su questo tratto di costa si trovano calette, piscine naturali, raggiungibili, alcune, solo in barca.

Una catena di scogli separa la spiaggia dell’Anginarra, una delle più grandi della costa maratiota, da quella della Luppa.

Per il colore della sabbia di origine vulcanica, la Cala Jannita, è nota anche con il nome di “Spiaggia Nera” (o isolotto di Santo Janni).

La popolare cantante italiana, Laura Pausini, nel 2018, ritenendola il luogo perfetto in cui ambientare il videoclip del suo singolo “Non è detto”, la scelse perché riusciva ad esaltare la purezza dei sentimenti tra i due protagonisti.

La Perla del Tirreno vanta una delle più grandi statue d’Europa, dedicate al Cristo Redentore, occupando il terzo posto, per grandezza, nel mondo (segue quella di Cochabamba e di Rio de Janeiro) che svetta sulla cima del monte San Biagio.

Nella Basilica è contenuto il reliquiario, con una parte delle spoglie del Santo Patrono e Protettore della città, giunto nell’isolotto di Santo Janni, secondo la leggenda, a causa di una tempesta che interruppe il viaggio della nave che lo trasportava verso Roma.

Una volta raggiunta l’isola, l’urna, si rivestì di una luce così abbagliante, da diventare visibile da tutti gli abitanti.

Davanti a questo miracolo, gli Armeni decisero che i cittadini di Maratea dovevano custodirla.

Vi è una grotta, che si apre nella Cala Jannita, in cui prende vita un’altra leggenda: la grotta della Sciabella.

Si racconta che una donna infedele, incontrasse i suoi amanti lì.

Il marito la scoprì, facendola precipitare dalla piccola cavità che si apre sulla caverna.

Maratea sfoggia un ricco patrimonio “sotterraneo”: la Grotta delle Meraviglie, in località Marina di Maratea, dove le stalattiti e le stalagmiti hanno dato forma, negli anni, a sorprendenti ricami.

La Grotta dei Pipistrelli e del Dragone, che sono delle vere ed originali cattedrali di roccia.

Indro Montanelli scriveva sulle pagine del Corriere della Sera, parlando del meraviglioso scenario che si trovò davanti, giunto a Maratea:

“Forse in Italia non c’è paesaggio e panorama più superbi.

Immaginate decine e decine di chilometri di scogliera frastagliata di grotte, faraglioni, strapiombi e morbide spiagge davanti al più spettacoloso dei mari, ora spalancato e aperto, ora chiuso in rade piccole come darsene.

La separa da una catena dolomitica, tutta rocce color carnicino, punteggiata di villaggi semiabbandonati, di castelli diruti e antiche torri saracene, un declivio boscoso rotto da fiumiciattoli e torrenti e sepolto sotto le fronde dei lecci e dei castagni.”

L’etimologia del termine Maratea alcuni credono derivi da Marathia, la “finocchiaia”, vista l’importante presenza di finocchio selvatico.

Una cultura in cui la natura e l’arte si fondo perfettamente, di cui si ha riscontro, nella lavorazione e l’uso delle antiche corde vegetali: i “libbàni”.

L’arte dell’intreccio delle piante dei “tagliamani”, lavorate quotidianamente dalle donne dei marinai.

Ottenuto il filo, andava messo d’estate al sole ad asciugare, mentre nel periodo invernale veniva appeso sulle porte “d’ ‘i fùnnichi”.

Dino Nolfi, cantautore lucano, musicò la “sua” Maratea:

“Sulla sabbia bruciata dal sole, sarai mia in un sogno d’orato.

Poi perduti tra il cielo ed il mare, noi vivremo ancora l’amore.

Ti aspetto cara, sempre lì a Maratea,

in riva al mare dov è nato l’amor.”

Come in un grande abbraccio, la Perla del Tirreno, riesce ad entrare nel cuore di tutto coloro che decidono di viverla.

Donata Manzolillo

Di seguito una foto di Maratea. Foto Basilicata Turistica.