Le spose lucane non rinunciano al corredo nuziale! Tra pizzi, merletti, ricami a mano c’è anche il rito del lavaggio dettato dall’antica tradizione

Pizzi, merletti, ricami a mano. Lino, seta, raso, cotone e picchè.

Il corredo della sposa nasce da una tradizione molto antica e sopravvive ancora in diverse regioni italiane.

La magia e il fascino che avvolge la sua preparazione spetta esclusivamente al sapiente lavoro di nonne, madre e zie.

La realizzazione del corredo nuziale è un processo lungo, delicato e particolarmente importante perché, in passato, veniva associato alla dote insieme alla somma di denaro o la proprietà di terre e immobili che la famiglia della sposa donava allo sposo in segno di riconoscenza e per permetterle di contribuire al suo mantenimento.

Di fatto si trattava della biancheria e degli oggetti casalinghi più pregiati, simboli del suo status sociale e rappresentativi del costante lavoro di ricamo e decoro che le donne della famiglia intraprendevano fin dalla nascita della bambina.

Se oggi la maggior parte delle coppie di sposi si affida a nuove figure professionali come il wedding planner, in alcune regioni del sud Italia, come la Basilicata, la costanza, la volontà e l’arte antica viene perpetrata e tramandata di generazione in generazione.

Guai a dire ad una nonna lucana che sua nipote per il matrimonio comprerà uno stock misto di lenzuola e asciugamani, soprattutto nei paesini dell’entroterra, come Stigliano, Gorgoglione o Avigliano.

Tutto segue la tradizione e niente viene lasciato al caso: i panni del corredo della sposa si davano a quattro, a sei, a otto e a dieci; nelle famiglie più agiate, invece, nessun limite nella sua formazione.

Ricami ad intaglio con motivi geometrici e floreali, punto erba, Rodi, cordoncino e in rilievo; iniziali incise su tessuti pregiati, nella mente di chi queste meraviglie sartoriali le crea e nel cuore di chi le riceve in dono.

Un lavoro minuzioso e di elevato livello tecnico e artistico mette in risalto l’eccezionale maestria e dà al corredo un valore economico non di poco conto.

Uno dei momenti più importanti per le spose che vogliono mantenere viva la tradizione e che hanno la buona sorte di possedere un corredo realizzato a mano, è il rito del lavaggio e l’esposizione.

Una festa che coinvolge tutti: a Palazzo San Gervasio o a Pescopagano, ad esempio, provvede il vicinato della sposina a lavare i panni.

E nei paesi in cui le fontane di pietra sono ancora funzionanti, le più fortunate avranno il loro corredo lavato dall’acqua pura di sorgente.

Un sogno nel sogno, gesti antichi che fanno rivivere profumi, desideri e speranze custoditi in bauli pieni di storia e tradizione.

Maria Vittoria Pinto