Laurenzana, l’Antica Filanda: un museo della civiltà delle macchine tessili

La storia di Antica Filanda si tesse simultaneamente al racconto di una famiglia dalle origini campane; ci si è mossi a ritroso nel tempo per ricostruirla e tramandarla e il tutto è avvenuto attraverso l’uso della sola parola.

Michele De Rosa — nato nel 1886 a Nocera Inferiore, Salerno — fondò l’Antica Filanda a Laurenzana agli inizi del Novecento, ma il suo viaggio in Lucania coinvolse la nascita di altre filande, prima a Moliterno e, poi, successivamente nel Comune di Pietragalla, ma oggi non ne rinvengono tracce.

Un’azienda a gestione familiare, che vedeva a capo Michele De Rosa, addetto al funzionamento delle macchine e sua moglie Carmela Valentina Costabile — nata nel 1889 a Saponara, l’antica Grumentum — abile tessitrice.

Figlie, figli e rispettive consorti e zii si divisero le mansioni a seconda di competenze e attitudini personali.

Dal 1956, a seguito della morte del capofamiglia, la Filanda continuò ad essere gestita dai fratelli Achille e Rocco, che nei primi anni Sessanta la rilevò e ne acquisì la gestione esclusiva.

E si deve alla cura che Rocco ha dedicato a questo luogo se oggi alcuni macchinari sono in grado di generare moto e, quindi, di funzionare e se le figlie, Rosellina e Carmen De Rosa, intendono salvaguardare il posto da uno stato di abbandono e condurlo verso una nuova vita.

Un luogo che stupisce poiché espressione di un passato tanto lontano quanto culturalmente e socialmente identitario: non è un caso se Michele De Rosa scelse la Basilicata per il suo intervento imprenditoriale, il territorio più di altri abbondava della materia prima, pascoli e greggi, e la richiesta di tessuti in lana era insistente date le ostiche temperature appenniniche; identitaria dell’epoca e, quindi, non casuale anche l’architettura, si parla difatti di borgo-azienda.

Tanti locali si disponevano ad arcipelago circondando un nucleo centrale sede di tutte le attività primordiali e oggi intonso: il soffitto con travi in legno di castagno, le pavimentazioni in grandi pietre squadrate, dette chianche e gli ingombri macchinari allocati nelle postazioni originarie, la lupa o battitore, la carda, il divisore, il filatoio, l’aspo e tutti gli arnesi utilizzati necessari alla creazione della lana, dalla tosatura al filo di lana, dalle trame leggere ai pesanti tessuti.

Antica Filanda oggi si pone l’obiettivo di generare un museo di archeologia industriale del tessile lucano, in un contesto ancora poco attento alla valorizzazione archeologica della produttività.

Dare nuova vita ad un vecchio stabile produttivo significa aprirsi a nuove forme di fruizione: laboratori didattici che trasmettano al ragazzo, nativo digitale, la meraviglia data dalla trasformazione della materia grezza nel sottile filo di lana; l’esplorazione del luogo in quanto simbolo della civiltà delle macchine e dell’artigianato lucano e il suo inserimento in un più complesso percorso di visita ed esaltazione dell’intero Comune.

È di questa opinione Carmen De Rosa, referente territoriale Fai a Laurenzana:

«Il valore di un luogo chiaramente non viene dato da una sola cosa. Sono sempre del parere che bisogna unire le forze e fare insieme».

Fra le ultime iniziative un tour, all’insegna di sacralità e natura, organizzato in occasione delle Giornate Fai d’Autunno 2020, che ha coinvolto il convento francescano “Santa Maria della Neve”, custode degli affreschi attribuiti a Giovanni Todisco, risalenti alla metà del XV secolo e la quercia di Fra’ Egidio: il cammino si spinge attraverso un tratturo medievale, ricco di testimonianze paleontologiche, lungo circa quattro chilometri, fino alla quercia; la roverella, censita tra gli alberi monumentali d’Italia, ha una circonferenza di otto metri, un’altezza di circa venti metri e un’età stimata tra i cinque e i sette secoli.

In questo luogo il beato Egidio si ritirava in mistica contemplazione.

È già stato programmato e si realizzerà appena possibile un momento dedicato alla scoperta del Castello di Laurenzana, collegato ad una riapertura dell’Antica Filanda.

Grazia Valeria Ruggiero

Foto concesse all’autrice dell’articolo da Francesco La Centra e Fabio Cocchia.