La Basilicata sul tavolo da gioco con le carte lucane. Per una briscola al sapore dei cruschi…

C’è l’asso di cruschi e l’Orazio di coppe. La bringantessa di spade e Federico II di denari. La festa delle Bruna nel nove di denari. Isabella Morra nell’otto di coppe. Ci sono i riti arborei nel nove di bastoni. San Gerardo e la Parata dei Turchi nel nove di spade. Il Carnevale e la maschera cornuta di Aliano nel tre di bastoni.

Un pezzo di Lucania è sul tavolo da gioco, a colpi di stoppa, briscola o tressette. O anche di scopa, scopone e solitario.

Esistono le classiche e intramontabili carte napoletane. Poi ci sono quelle piacentine, sarde, siciliane, romagnole, toscane, liguri.

Finalmente sono arrivate anche quelle lucane stampate da Dal Negro, il prestigioso marchio trevigiano delle carte da gioco più famose d’Italia.

Nate dalla matita del disegnatore potentino Davide Santarsiere, sulla base di un’approfondita ricerca storica e antropologica condotta da Noemi Montagnoli, le carte lucane sono un’idea di Giuseppe Vendegna, presidente dell’Associazione di promozione sociale Zer0971 che ne cura la distribuzione in tutta Italia.

I tradizionali semi – bastoni, denari, coppe e spade – sono sostituiti dal peperone crusco, dalla moneta di Metaponto, dalla ceramica di Calvello con Aglianico e dalla balestra di Avigliano.

Carte da gioco, dunque, come tasselli di identità per conoscere e valorizzare i tratti connotativi dello straordinario patrimonio artistico e museale, dei costumi e dell’artigianato locale, della tradizione artistica e delle peculiarità dell’enogastronomia lucana.

“Sono carte da gioco – spiega il presidente dell’Associazione Zer0971, Giuseppe Vendegna – pensate per stuzzicare la curiosità degli stessi lucani che vivono nella loro regione.

Per i lucani nati in Basilicata, ma che risiedono altrove, anche lontano, all’estero, che intendono mantenere vivo il legame con la loro terra d’origine e poterla presentare anche in maniera divertente a chi ancora non la conosce.

Pensate anche per le nuove generazioni di lucani fuori dai confini del nostro Paese che poco o nulla sanno della Basilicata.

Ma sono state pensate anche per il turista che arriva e vuole portare con sé molto più di un semplice souvenir: un piccolo scrigno di simboli di questa nostra terra straordinaria. L’idea covava già dal 2004.

Abbiamo dovuto trovare il disegnatore giusto, coordinare le tavole con tutte le informazioni reperite nel lavoro di ricerca storica e antropologica condotto da Noemi Montagnoli che ha ricevuto il placet della Direzione regionale del MiBACT: un lavoro da cui è nato il libro-guida di accompagnamento ‘Carte Lucane.

Scopri la Basilicata giocando’ che spiega e dà valore ai semi e alle figure.

Non ci aspettavamo tutto questo improvviso successo.

Dal 6 dicembre le carte lucane erano disponibili in un paio di punti vendita del centro storico di Potenza e sono andate letteralmente a ruba: un numero sorprendente di mazzi di carte venduti nel giro di appena una ventina di giorni, tanto che adesso si possono trovare in una quindicina di punti in tutta la città.

E intanto già stiamo pensando a come definire una distribuzione sempre più capillare in tutti i centri della Basilicata”.

Oltre al pregio artistico dei dettagli di ogni singola carta disegnata a mano, si aggiunge, al di là della funzione prettamente ludica, quella della scoperta di un prezioso bagaglio identitario, storico e culturale che incuriosisce ed entusiasma i gioco-lettori, lucani e non.

Un progetto giudicato talmente valido che la Direzione regionale del MiBACT ha inteso abbracciarne lo scopo e il valore collaborando alla promozione e alla diffusione dell’iniziativa.

Cristiana Lopomo

Di seguito alcune foto delle carte da gioco lucane.