La Basilicata e il terremoto del 1980: lo straordinario aiuto di Zamberletti, padre della Protezione Civile

Nell’attualità dei tempi da Coronavirus, provvedimenti come ordinanze e Dpcm sono entrati nel quotidiano di tutti.

Un parallelismo, alla situazione emergenziale del 1980, con le ordinanze di Giuseppe Zamberletti dopo il terremoto che devastò l’Irpinia e parte della Lucania.

A colui che è considerato il padre della Protezione civile in Italia, Giuseppe Zamberletti, la gratitudine della Basilicata è ancora viva.

Il 23 novembre del 1980 alle 19:34 la terra iniziò a tremare.

Novanta secondi lunghissimi e indimenticabili.

Tutti i 131 comuni lucani riportarono danni, 63 furono gravemente danneggiati.

Negli elenchi di quelli disastrati ci sono: Balvano, Bella, Brienza, Castelgrande, Muro Lucano, Pescopagano, Potenza, Ruvo del Monte e Vietri di Potenza.

Oltre 10 mila le vittime del sisma. Solo a Balvano se ne contarono 77.

Sepolti sotto la facciata della chiesa di Santa Maria Assunta, durante la messa, lì morirono 66 tra bambini e adolescenti.

Una ferita ancora aperta, la Basilicata in tutti questi anni ha sempre ricordato con commozione la figura di Giuseppe Zamberletti, morto nel 2019 a 85 anni.

Il suo aiuto alla Basilicata nel coordinamento dei soccorsi e successivamente nella fase di ricostruzione, anche in veste di ministro, è rimasto indelebile nella popolazione.

Fu incaricato dal governo Forlani a gestire l’emergenza coordinando la macchina dei soccorsi.

Visitò personalmente tutti i comuni lucani.

Mai come oggi, ai tempi del Coronavirus, si può comprendere come in un momento di forte difficoltà, lui seppe incarnare il ruolo di coordinatore nella gestione dei soccorsi.

Le testimonianze confermano che aveva davvero una risposta per tutti.

Divennero famose le sue ordinanze che permisero di superare con metodo la fase emergenziale e avviare la ricostruzione, appena fu nominato ministro per il Coordinamento della Protezione Civile.

Zamberletti era convinto che, oltre alla tragedia e al dolore, dal terremoto il Sud potesse rinascere e avviare una stagione di sviluppo.

Segno tuttora tangibile per la Basilicata è l’Università, nata proprio nell’ambito delle misure straordinarie per il ristoro delle popolazioni e dei territori colpiti dal sisma con la legge 219 del 1981.

Trent’anni dopo, nel 2010 durante la cerimonia di inaugurazione del nuovo anno accademico, intervenne proprio Zamberletti che ricordò quei terribili giorni così:

“Una colossale lezione per tutto il Paese l’inizio di un sistema di Protezione civile che ancora oggi è un unicum in tutto il mondo”;

aggiungendo che:

“da quella tragedia riuscimmo a ottenere ciò che avevamo suggerito dopo il terremoto del Friuli, ma che non avevamo ancora ottenuto”.

Nel 1980, volle sottolineare Zamberletti, le grandi forze di soccorso si trovavano nel centro nord, lontane e per 48 ore circa, fu un buco nell’arrivo dei soccorsi.

Lui fu nominato coordinatore dei soccorsi soltanto 24 ore dopo le terribili scosse.

Dalle redini a Zamberletti di quei soccorsi, si fa nascere convenzionalmente la grande Protezione civile che oggi conosciamo, con le funzioni di aiuto e prevenzione.

Dalle ceneri del terremoto, di buono, la Basilicata vanta la nascita della sua Università, ed è per questo, che il proprio anno accademico simbolicamente  coincide con la data del 23 novembre.

Fu la legge del 14 maggio del 1981 sulle misure straordinarie per fronteggiare il terremoto dell’Irpinia del 1980 a istituire l’Unibas, progetto già maturato una decina di anni precedenti all’evento calamitoso, quando il neonato ente la Regione Basilicata, commissionò il Formez nel 1971 a uno studio preliminare.

“Con effetto dall’anno accademico 1982-1983 – dispone la legge del 1981 –  è istituita l’Università statale degli studi della Basilicata con sede in Potenza”.

Il processo di costituzione dell’Università passò per l’insediamento del comitato tecnico-amministrativo e il al 21 luglio 1982, si insediò il Senato accademico a Roma, nella sede della direzione generale per l’istruzione universitaria.

Dal primo novembre 1982, le presidenze del comitato e del Senato accademico furono assunte da Cosimo Damiano Fonseca.

Il primo Rettore Unibas nell’indirizzo di saluto per la visita di Papa Giovanni Paolo II in Basilicata nel 1991 disse:

“Ecco perché noi celebriamo il nostro annuale dies academicus il 23 novembre di ogni anno, perché l’Università sia per le genti lucane segno di rinascita e di risurrezione, di glorioso ritorno alla vita, di consapevole speranza verso un avvenire migliore».

Roberta Nardacchione

Di seguito alcune foto del terremoto del 1980, Papa Giovanni Paolo II in Basilicata e foto Protezione Civile.