La Basilicata buca gli schermi con “Un paese quasi perfetto”! Il film girato tra le Dolomiti che ha reso celebre la Pietramezzana di Gaudioso

La Basilicata, grazie alle bellezze paesaggistiche che la caratterizzano, viene scelta molto spesso da registi famosi per come location per film memorabili.

Nell’estate del 2014 Castelmezzano e Pietrapertosa sono divenute set di Un paese quasi perfetto un film realizzato dal regista Massimo Gaudioso e prodotto dalla casa cinematografica Cattleya.

Le scene girate tra le Dolomiti Lucane hanno coinvolto tutti: dagli attori famosi presenti nel cast come Silvio Orlando, Miriam Leone, Fabio Volo, Carlo Buccirosso e Nando Paone, ai cittadini del posto assunti per fare le comparse.

Tra loro anche la nonnina ultracentenaria di Castelmezzano, Caterina Grippo, che oggi non è più tra noi.

Molto divertenti i due momenti in cui zia Caterina recita: la prima volta nei panni della vecchietta che lavora all’uncinetto davanti al negozio del figlio, la seconda volta quando bussa di notte a casa del dottore perchè il fratello novantaduenne sta male.

Durante l’anteprima del film, zia Caterina, era in prima fila e sorridendo esclamò:

“Chi lo avrebbe mai detto che a questa età avrei fatto l’attrice per un film così famoso!”.

In questa occasione i due borghi si sono uniti diventando Pietramezzana.

Gli attori protagonisti, che per due mesi hanno vissuto a Castelmezzano, si sono integrati benissimo con le comunità e sono ritornati più volte nel borgo dolomitico per trascorrere un periodo di vacanza.

Un Paese quasi perfetto è il remake italiano di un film francocanadese del 2003, La grande seduzione, ma è soprattutto il tentativo di bissare il successo di un altro remake, quel Benvenuti al Sud sceneggiato dallo stesso Gaudioso.

Questa la trama del film:

“In un piccolo paese della Basilicata, Pietramezzana, che sorge nei pressi delle Dolomiti lucane e dell’omonimo parco naturale regionale, la ridotta popolazione di ex minatori vive del sussidio della Cassa Integrazione visto che la miniera su cui si basava l’economia è stata chiusa dopo la creazione di un lago artificiale che l’ha allagata.

Il sindaco cerca di far aprire una fabbrica avendo avuto un contatto con un imprenditore del nord che intende utilizzare i fondi europei del FESR.

La firma del contratto è però subordinata alla presenza di Gianluca Terragni, un medico condotto anch’esso originario del Nord che occorre convincere a vivere nel paese. Dopo di ché il sindaco va a vivere in città e diventa ausiliario del traffico, affidando all’ex minatore Domenico Boncore la gestione del cantiere della fabbrica.

Con la complicità di tutti gli abitanti, Domenico riesce a far affezionare Gianluca Terragni al paese, inducendolo con un ricatto ordito dall’ex sindaco a provare per un mese a vivere nel paese.

La fabbrica, purtroppo, non viene attivata, dopo che Nicola, il direttore della locale banca nonché campanaro della locale chiesa, si accorge che il contratto dell’imprenditore del Nord era in realtà una truffa per rubare il denaro dell’Unione Europea.

Il medico sta quindi per abbandonare il paese, nonostante la crescente simpatia con la giovane e avvenente Anna, quando ha un lampo di genio: creare un polo di attrazioni turistiche.

A questo punto la miniera diventerà un centro benessere, e la vecchia teleferica della miniera diventerà il Volo dell’Angelo, un cavo d’acciaio che si percorre imbracati ammirando un panorama unico, mentre ci si libera a volo d’uccello”.

Il film è stato distribuito nelle sale cinematografiche italiane a partire dal 24 marzo 2016 da 01 Distribution.

Ad ottobre 2017 è stato trasmesso in anteprima assoluta su Rai 1.

Per Castelmezzano e Pietrapertosa questo film ha aperto un’altra finestra del balcone dolomitico sul mondo.

Enza Martoccia