In Basilicata la zona outdoor bouldering tra le più grandi d’Italia! A Pietra del Toro enormi massi d’arenaria richiamano climber da tutto il mondo

Nel cuore della Basilicata, precisamente a Campomaggiore, in provincia di Potenza, esiste una tra le più grandi zone outdoor bouldering d’Italia. Si chiama Pietra Del Toro e da diversi anni è diventata una delle mete più gettonate dai più grandi climber italiani fino ai “novelli” che si approcciano per la prima volta al bouldering.

Nel corso degli anni, grazie al lento lavoro del fiume Basento e dalle inevitabili frane sui lati più scoscesi delle timpe, si sono formate lunghe cataste di massi di varia foggia e inclinazione che hanno regalato al popolo arrampicatore un enorme parco giochi.

Nascoste tra i boschi del Parco Regionale di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane e di Campomaggiore sono state scoperte, e in parte valorizzate, molte aree boulder e al momento la più estesa è quella in località Pietra del Toro.

Il termine boulder deriva dallo svedese “bullersten” (“pietra rumorosa”) ed in inglese significa “grosso masso roccioso”. Da quest’ultimo nasce la parola bouldering con il quale indichiamo l’arrampicata sui boulder che tradotto in italiano diventa arrampicata sui sassi.

Poiché l’area in questione è caratterizzata sia da terreni demaniali sia da terreni privati, tra i proprietari di questi terreni e il comune di Campomaggiore è stato stipulato un accordo che permette agli amanti di questo sport di poter fruire dell’area.

Il bouldering è un’attività che esiste da sempre. Già negli anni ’30 gli alpinisti avevano capito che per allenarsi valeva la pena arrampicare a pochissimi metri da terra e fare lì passaggi difficilissimi, per prepararsi sia dal punto di vista tecnico sia dal punto di vista fisico alle difficoltà che poi incontravano in parete.

Il bouldering è un’arrampicata sui boulder, ovvero dei massi alti pochi metri, in cui si punta al raggiungimento della difficoltà massima. Si fa senza corda, utilizzando dei materassoni su cui si può eventualmente anche cadere.

Inizialmente era stato concepito come un mezzo subordinato e propedeutico all’arrampicata in montagna, poi si è cominciato a pensare al bouldering come attività a se stante, molto impegnativa anche se ludica.

Quella su boulder è un’arrampicata che mette lo scalatore di fronte a passaggi singoli e difficilissimi. Non servono doti di grande resistenza fisica, ma piuttosto di tecnica e di forza esplosiva. Appunto per questo, il termine è stato poi traslato nell’arrampicata sportiva e in montagna per indicare dei passaggi brevi e molto intensi.

L’area boulder di Pietra del Toro è stata scoperta da quattro appassionati di trekking che hanno individuato e ripulito i primi itinerari creando via via numerosi percorsi.

Le caratteristiche della roccia, un’arenaria dura e compatta, hanno permesso di definire linee di arrampicata di pregevole bellezza che hanno reso quest’area famosa in tutto il mondo.

In località Pietra del Toro attualmente ci sono circa 500 linee tracciate dal 4C a 8B.

L’altezza dei blocchi varia molto dai più piccoli fino a massi che sfiorano i 7 metri ma attenzione quasi maniacale vien posta per la zona di atterraggio con lavori paragonabili alla costruzione delle piramidi d’Egitto.

Sebbene immersa nei boschi la zona si trova a bassa quota, tra i 3 e 600m, per cui il posto è vivamente sconsigliato in estate.

Dall’autunno 2010 si organizza il “Basilicata Bloc Fest” ossia un raduno nato con l’intento di far conoscere il potenziale dei massi di arenaria ai piedi delle Dolomiti Lucane.

Grazie ai ragazzi dell’associazione Asd Pietra del Toro e ad un accordo effettuato tra il comune e i proprietari dei terreni è stato possibile organizzare una festa che alla sua prima edizione ha visto quasi 150 iscritti alla “gara”.

Tale manifestazione è pensata per coinvolgere non solo i “big” ma soprattutto i nuovi climber.

Sul sito di Pietra del Toro si legge:

“Sono passati diversi decenni da quando la prima scarpetta è stata posata sulla finissima grana arenaria presente in questa zona, merito degli ormai “local” pugliesi, e non solo, che, armati di spazzole e voglia di arrampicare, hanno scoperto l’infinito potenziale che il Bosco nascondeva nella sua fitta e magica vegetazione.

Grazie a loro, e alla loro voglia di promuovere il movimento boulder pugliese e lucano, oggi si contano oltre 500 linee, in continuo aumento, che permettono a chiunque di cimentarsi in questo sport outdoor”.

Oggi ad occuparsi dell’area sono rimasti in tre: Michele Urabano e la sua compagna Gabriella Cassano e Graziano Montel, sono tutti esperti di arrampicata.

Abbiamo contattato il boulder pugliese Michele Urbano che ci ha spiegato quanto sia dura mantenere puliti i massi e preparare l’area in occasione dei raduni:

“Sono un arrampicatore esperto, da ben 17 anni pratico questo tipo di sport che è diventato la mia passione più grande.

Ricordo quando scoprimmo insieme all’amico Graziano Montel (arrampicatore da oltre 30 anni) l’area di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane e Pietra del Toro.

Nel bosco di Gallipoli vi erano circa 140 linee che oggi sono abbandonate.

La nostra attenzione si concentrò soprattutto su Pietra del Toro perché aveva più di 700 linee e le caratteristiche dei massi si prestavano meglio alla pratica di questo sport.

Armati di esperienza e pazienza abbiamo ripulito l’area delineando ben 460 linee.

Ogni week end ci rechiamo a Pietra del Toro per ripulire i massi dal muschio che cresce sulla loro superficie e mettiamo in sicurezza le zone di caduta.

Anche se nel sud Italia l’arrampicata sui massi è poco sviluppata, Pietra del Toro ogni anno diventa meta dei più forti arrampicatori del mondo”.

Enza Martoccia

Di seguito alcune foto di arrampicatori a Pietra del Toro (Campomaggiore).