Dalla Basilicata all’Africa un ponte di speranza: la storia di Padre Antonio Grillo, missionario d’amore, eroe degli “ultimi”

Questa è la storia di un uomo, Padre Antonio Grillo, che ha deciso di essere diverso da tutti gli altri uomini.

Missionario acheruntino, ha speso gli anni della sua giovinezza e gran parte della sua maturità tra i villaggi della Guinea Bissau, in Africa.

Aveva 26 anni il 12 settembre del 1951 quando partì dal PIME di Milano, assieme a tre missionari, su una jeep alla volta del Portogallo e della Guinea Bissau.

Faceva parte della seconda spedizione di evangelizzazione del PIME in Guinea.

Bambadinca il distretto missionario al quale venne inviato.

Da lì nasce la storia di un grande uomo, missionario d’amore e di civiltà in un territorio martoriato da povertà e guerra.

Lui in quella terra ha deciso di piantare un seme per far germogliare un fiore prezioso, la speranza.

E con la speranza, nel cuore e nelle mani, ha unito uomini e donne di diverse etnie tramite la parola del Signore.

Padre Antonio ha dato tutto se stesso per i “Balantas”, anche parte della sua libertà: è stato, infatti, arrestato nel 1963 durante la guerra per l’indipendenza dal Portogallo e accusato di terrorismo e di essere un sovversivo, pur di difendere i diritti dei suoi “ultimi”.

La Guinea Bissau è una delle più piccole nazioni dell’Africa continentale e risulta essere tra i venti paesi più poveri del mondo; la popolazione è alquanto eterogenea per lingue, etnie, costumi e si divide tra animisti e musulmani, con una discreta minoranza cristiana formata perlopiù da cattolici.

Dopo la carcerazione è rientrato in Italia, ma ha scelto di ritornare in Guinea Bissau.

Sostenuto dal cuore generoso di molti lucani, ha continuato a lavorare, tenacemente e con spirito indomito, per aiutare i suoi Balantas.

Ammalatosi, ha dovuto far ritorno forzatamente ad Acerenza e lì si è spento il 18 giugno del 2014.

Negli anni della sua permanenza in Africa è riuscito a far edificare un ospedale, tutt’ora attivo a San Basilate, una scuola a lui dedicata, una mensa studentesca, una sala di cucito, una casa per studenti e numerosi altri progetti a sostegno di una comunità che, grazie alla sua forza e dedizione, convive nella stessa missione pur avendo credi diversi.

Sua nipote Antonia ha creato un’associazione, Mal d’Africa, che ogni anno promuove progetti nuovi e coinvolgenti per sostenere le strutture realizzate in nome e per volere di Padre Antonio Grillo, un missionario originario di un piccolo paesino lucano che, senza vessilli e ori ricamati addosso, ha fatto cose straordinarie in modo straordinariamente normale.

Maria Vittoria Pinto

Di seguito una foto di alcuni bambini all’interno di un villaggio africano.