Colobraro in un anno bisesto scaccia il malocchio e promuove il territorio

Venerdì 13 nel mese dei morti in un 2020 bisesto a Colobraro.

Poteva essere il claim per un nuovo evento di promozione nel paesino della provincia di Matera, che da innominabile, riscuote sempre più successo tra i visitatori, attirati dai percorsi esperenziali su magia, tradizione popolare ed enogastronomia.

La fama di paese porta sfortuna, risale al secolo  scorso da una storiella,  che potrebbe essere stata scatenata da gelosie e maldicenze, non fosse altro che, oltre alla leggenda popolare, il passaggio di Ernesto De Martino contribuì ad avvalorarne la credenza.

Lo scrittore raccontava di fattucchiere in grado di sciogliere e lanciare il malocchio, chiosando con un inciso spietato per i suoi abitanti: “Più jella di così, povero paese”.

Viene da una stagione felice a livello turistico, anche sulla scia e le occasioni offerte con Matera capitale della Cultura.

“Sogno di una Notte…A quel paese”, è a tutti gli effetti considerato uno dei attrattori del mese di agosto.

Chi vuol conoscere Colobraro e le sue tradizioni non può mancare all’appuntamento, che ha raggiunto picchi di presenze molto alti nelle passate stagioni.

Sempre più curiosi, arrivano a quel paese, per vedere da vicino le pratiche di affascino contro la sfortuna.

L’ulteriore scoperta è un  panorama  davvero bellissimo.

L’amuleto è il portafortuna che non deve mai assolutamente mancare, da indossare al collo sin dall’ingresso della cittadina.

Tra masciare e monachicchi va in scena una rappresentazione teatrale itinerante, tra i posti più suggestivi del paesino, i poi spazio alla sagra con i prodotti locali.

Uno di questi è l’olio, esiste un museo a parte sul prodotto.

Tutto si realizza tra la collaborazione del Comune e l’associazione, diversi artisti e volontari completano il collettivo dell’organizzazione.

Molti arrivano anche da fuori regione a dare una mano.

Si è lavorato tanto qui a Colobraro per capovolgere il paradigma di cittadina sfigata, e per mostrare al pubblico le sue risorse.

C’è chi ha parlato addirittura di un brand Colobraro, invece la celebrazione è ancora autentica, non esiste un merchandising dedicato al malocchio, ma nulla esclude che con la ripresa del turismo, possano nascere anche nuove idee imprenditoriali e fare del festival un vero e proprio indotto.

Come tanti altri paesi della Basilicata, anche Colobraro soffre dello spopolamento dovuto a un saldo negativo tra nati e i morti.

Bisognerà anche qui ripensare alle politiche per il futuro, è d’accordo anche il primo cittadino Andrea Bernardo che elogia il metodo della rete soprattutto con i paesi limitrofi.

Il Metapontino, è una grande risorsa per Colobraro.

Il Covid non è un deterrente per guardare con sfiducia il futuro, però è naturale che lasci un senso di amaro in bocca.

“La scorsa estate – ha sottolineato Bernardo – siamo riusciti a mettere in piedi il nostro spettacolo, seppur con presenze molto limitate rispetto alle passate edizioni, riadattato lo spettacolo teatrale in una forma statica, rinunciando alla storica formula del teatro itinerante.

Si parla tanto di resilienza, è così è giunto il momento di dimostrarlo, per ora possiamo godere di una bella passeggiata nei nostri boschi di prossimità e programmare il futuro un passo alla volta”.

Anche l’evento dedicato alla Magia, nella notte di San Giovanni è un momento che ci sta particolarmente a cuore. Abbiamo recuperato Convento francescano e adibito a laboratorio della magia.

Uno spazio aperto alle scuole, e a visitatori ogni prima domenica del mese.

All’interno della struttura, la biblioteca che introduce al percorso del museo della civiltà contadina e ai viaggi del De Martino”.

Il restauro della parte inferiore del convento è stato adibito a Laboratorio antropologico del magico e del fantastico.

L’obiettivo è avere un luogo dove sviluppare i temi dell’astrologia, magia e danze popolari e ricercare le antiche tradizioni legate ai riti magici e propiziatori.

“I ragazzi dell’associazione sono l’anima del laboratorio, realizzano l’amuleto da consegnare ai visitatori.

Il nuovo contenitore culturale per far conoscere i poteri del noce, le erbe magiche e le pratiche del mondo contadino.

Gli amuleti con i granelli di sale allontanano il malocchio e con un pizzico di erbe sono chiusi con una spilla.

Nelle notti della magia, una o più cartomanti sono impegnate per tutta la sera a predire il destino, si mettono in tantissimi in fila per avere un consulto.

Coccinelle, trifogli, erbe magiche e officinali, si preparano gli intrugli.

I visitatori provano le diverse tisane, la suggestione della notte magica di San Giovanni, il noce all’esterno del Monastero ricreano un’atmosfera suggestiva”.

Roberta Nardacchione

Di seguito alcune foto di Colobraro e dello spettacolo “Sogno di una Notte…A quel paese”.