Basilicata: l’oro verde lucano ottiene il marchio d’eccellenza! Ecco tutte le varietà e le qualità dell’olio extra vergine d’oliva prodotto in queste zone del Vulture, materano e Val d’Agri

L’olio di oliva è un prodotto altamente simbolico e straordinario con una storia profonda e radicata in Basilicata. Una storia che viene da lontano.

L’olivo in terra lucana era già coltivato nell’antichità come risulta dagli scavi condotti nel Metapontino.

Nei secoli a venire la coltivazione della preziosa pianta si è sviluppata integrandosi con il territorio e divenendo un’autentica risorsa economica.

Ora l’olio lucano ha ottenuto il via libera dalla Commissione Europea all’iscrizione nel Registro delle Indicazioni Geografiche Protette (Igp).

Si tratta della 307ª denominazione di un prodotto alimentare a ottenere il riconoscimento e la tutela dell’Unione europea.

L’Olio lucano si aggiunge a più di 1.490 prodotti alimentari già protetti, cui si aggiungono oltre 1.620 vini, più di 240 alcolici e 5 vini aromatizzati.

Con l’Igp Olio Lucano salgono ufficialmente a diciotto i prodotti a marchio d’eccellenza della Basilicata con cinque Dop, sette Igp, quattro Doc, un Docg e un Igt.

In Basilicata, la coltura dell’olivo è diffusa su oltre l’85% del territorio regionale, facendo posizionare la regione all’ottavo posto tra i maggiori produttori di olio d’oliva. Gli oliveti della Basilicata sono i più vecchi d’Italia e oggi nella regione sono circa 27 varietà autoctone di olivo.

La produzione media annua di olio è di circa 13 mila tonnellate.

Le principali aree di produzione sono:

  • Vulture;
  • Bassa Val d’Agri;
  • Bassa Collina Materana;

tutte località con la più adatta composizione mineralogica per la produzione di un olio dalle ottime qualità.

I terreni sono di origine vulcanica e il clima è di tipo continentale con media piovosità, inverni relativamente freddi e sensibili abbassamenti termici che influiscono positivamente sula coltivazione degli ulivi.

La pianta è espansa assurgente, con chioma mediamente folta, caratterizzata da vigoria elevata e produttività elevata.

La coltura dell’olivo è praticata in maniera specializzata sia nel Materano, dove tra le varietà autoctone spiccano la Maiatica e l’Ogliarola del Bradano, sia nel Potentino dove prevale l’Ogliarola del Vulture.

L’olio lucano presenta delle caratteristiche organolettiche uniche, perché i terreni su cui è praticata la coltura hanno la composizione mineralogica più adatta e le piante sono selezionate tra le specie che magari non hanno rese particolarmente eccezionali, ma garantiscono la migliore qualità dell’olio.

I centri olivicoli più importanti nel Vulture sono:

  • Melfi;
  • Rionero in Vulture;
  • Barile;
  • Rapolla;
  • Acerenza;
  • Lavello;
  • Venosa.

La qualità di olivo più diffusa nel territorio è la “ogliarola”, detta anche “rapollese” o “nostrale”. Fruttifica su terreni di origine vulcanica.

Nella bassa collina Materana le zone di produzione qualitativamente più alta sono:

  • Ferrandina;
  • Grassano;
  • Grottole;
  • Salandra;
  • Montescaglioso;
  • Bernalda.

In questo territorio l’olivo copre oltre l’80 per cento delle superfici coltivabili.

La varietà più diffusa è la “maiatica di Ferrandina”, dalla quale si ricava un ottimo olio, ma anche delle ottime olive da tavola.

Una delle specialità gastronomiche di Ferrandina sono proprio le olive passite mediante infornata.

L’altro areale di diffusione è quello della Bassa Val d’Agri nei comuni di:

  • Aliano;
  • S. Arcangelo;
  • Roccanova;
  • Missanello.

Anche in questa zona prevale la coltura della “maiatica”.

In Basilicata i frantoi in cui vengono pressate le olive, sono per la maggior parte dotati di apparecchiature modernissime che, al contrario delle tradizionali, garantiscono la massima resa e soprattutto la migliore qualità dell’olio.

L‘olio in Basilicata è stato da sempre la base di ogni piatto ed è per questo che i produttori hanno acquisito una tale esperienza nella selezione delle olive e nella loro lavorazione che è garanzia di sapore e genuinità.

Naturalmente parliamo di olio extra vergine di oliva, filtrato o non filtrato, ottenuto dalla primissima premitura a freddo, meccanica delle olive, e di olio vergine di oliva, ottenuto con la sola pressione meccanica.

In ultimo vale la pena di ricordare che l’olio di qualità più alta è quello ottenuto tra novembre e dicembre dalle olive di prima raccolta.

Nicola Santulli