Basilicata: l’impegno della Fondazione Madre Teresa di Calcutta e della Casa Don Tonino Bello nell’aiutare gli ultimi

Gli ultimi e gli indifesi sono stati sempre i primi per figure caritatevoli come Madre Teresa di Calcutta e don Tonino Bello.

Sulla scia degli insegnamenti e della vita della Santa di tutti e del prete buono, il mondo del volontariato ha creato un catena di contatti e collaborazioni che va man mano intensificandosi e ramificandosi in vari ambienti.

La Fondazione Madre Teresa di Calcutta è una di quelle realtà associative, nella provincia potentina e in tutta la regione, che porta avanti da anni la sua missione, creando sempre più seguito e partecipazione.

Nata dalla ferma e propositiva volontà di due fratelli, imprenditori lucani, ha fatto dell’accoglienza e della cura del prossimo la sua mission.

In stretta collaborazione con la realtà parrocchiale di uno dei rioni più popolosi del capoluogo, Santa Maria del Sepolcro, ha fatto del bene e della condivisione un messaggio di pace e fattivo impegno che ha raggiunto risultati tangibili e duraturi.

L’apertura di Casa Don Tonino Bello, ad esempio, è stata una manna dal cielo per chi arrivava in questa regione senza un posto dove stare.

La sua storia nasce dal nulla, come tutte le cose vere e destinate a resistere nel tempo, ed è la storia di tante persone disperate che, tra le mura di quella casa, hanno trovato calore umano e parole di conforto.

Stranieri o italiani, non ha importanza, l’importante è lasciare aperto l’uscio di Casa per chi ha bisogno di entrare.

Ed è questo che c’è scritto all’ingresso di Don Tonino, un messaggio di speranza “suonate, entrate, qualcuno vi accoglie”.

E gli accolti sono uomini che sono accomunati tutti dallo stesso momento di sconforto che può capitare a chiunque, famiglie siriane scappate dalla guerra hanno trovato un rifugio sicuro qui in Basilicata, clochard che vivevano nella sala d’aspetto della stazione hanno scelto di fermarsi e ricostruire pian piano il proprio futuro, ragazzi che brancolavano nel buio hanno ritrovato una luce di speranza per illuminare il cammino.

Con sacrifici, impegno e una fitta rete di volontari, la Fondazione ha creato una scuola solidale all’interno di Casa don Tonino Bello, dove uomini e donne di buona volontà insegnano la lingua italiana e aiutano chi vuol prepararsi da privatista ad affrontare l’esame per la patente di guida.

Perché a Casa don Tonino non si pensa solo a donare un tetto sulla testa a chi non è ha, ma si pensa costantemente al futuro e ad assicurare le competenze giuste, a chi voglia acquisirle, per trovare un lavoro che possa “nobilitare l’uomo e restituire la dignità perduta”.

C’è chi ha imparato l’arte del cucito, c’è chi ha cominciato a lavorare come badante, c’è chi ha imparato le basi per diventare pizzaiolo e chi ha imparato l’arte del manovale o del lavagista o chi ha imparato la lingua italiana e ha scelto di proseguire gli studi interrotti nella sua terra iscrivendosi all’Università degli studi della Basilicata.

Per ogni accolto che ha varcato la soglia di Casa don Tonino Bello, un volontario ha scelto di regalare un po’ del suo tempo per dare una mano.

Maria Vittoria Pinto