Basilicata: la storia di Angela, una lucana che ce l’ha fatta ma non dimentica la sua terra

Uno dei maggiori problemi che da anni affligge la Basilicata è lo spopolamento.

Una triste realtà confermata sia dai dati statistici, sia dalle storie dei tanti cervelli lucani in fuga costretti a fare le valigie in cerca di opportunità.

Un po’ di dati: Gli ultimi dati diffusi dall’Istat (febbraio 2020), riferiti agli indicatori demografici relativi al 2019, dicono che la Basilicata in un solo anno ha perso l’1,1 per cento della popolazione residente, passando da 567.118 abitanti nel 2018, a 562.869 nel 2019. Inoltre, l’Italia è un paese sempre più “anziano” e con pochi giovani, che spesso abbandonano il Bel Paese dopo aver raggiunto alti livelli di istruzione.

Difficile stabilire con esattezza quanti siano ma i dati Istat dicono che nel 2018 sono partiti 117mila italiani di cui 30mila laureati.

L’Italia risulta pertanto essere un Paese dove i giovani non si sentono valorizzati come risorsa e vanno all’estero sempre di più alla ricerca di un futuro migliore e la radiografia di chi lascia il nostro Paese conferma che si tratta di una vera e propria fuga di cervelli. Il problema, infatti, diventa ancora più grave se ci si concentra sui laureati.

Quasi tre cittadini italiani su quattro trasferitisi all’estero hanno 25 anni o più: sono poco più di 84 mila (72% del totale degli espatriati); di essi, il 32% sono laureati.

Rispetto al 2009, l’aumento degli espatri di laureati è più evidente tra le donne (+10 punti percentuali) che tra gli uomini (+7%). La questione colpisce particolarmente regioni demograficamente depresse o a più forte invecchiamento, e in questo caso la Basilicata presenta il più alto tasso d’Italia pari a : -11,3 per mille (Dati pubblicati il 2 ottobre 2020 dal quotidiano “Il Sole 24 Ore”).

La storia di Angela è la storia  di tanti lucani che hanno lasciato la Basilicata per seguire le loro ambizioni cercando di esaudire i tanti sogni nel cassetto per poi ritornare nella loro terra natia: la Lucania.

Angela Giovanna Palermo va via da Campomaggiore, in provincia di Potenza, all’età di 19 anni per frequentare l’università a Roma. A 20 anni  vince l’Erasmus e va a Parigi, alla “Sorbona” dove prosegue gli studi per un anno.

Lei stessa racconta:

“È stata una delle esperienze più belle della mia vita.

Mi sono laureata a 23 anni in Filosofia alla “Sapienza” di Roma, indirizzo Storia della logica, con 110 e lode.

A 26 anni ho preso un’altra laurea in Filosofia in Francia, dove ho vinto una borsa per un dottorato di ricerca discusso a Parigi nel 2013, nella storica università “Normale” di Parigi con una tesi (scritta e discussa in francese) sui rapporti tra la logica della probabilità e la logica giuridica tra ‘600 e ‘700.

Ho vissuto a Parigi per 5 anni ed ho insegnato Filosofia nello storico Liceo “St. Sernin” di Tolosa, nell’anno 2016.

Sono stata vittima, nel settembre 2012, di un terribile incidente stradale che mi ha molto rallentata”.

La determinazione e la professionalità di Angela la portano a conquistare tante soddisfazioni.

Nel 2009 vince due premi prestigiosi: il primo premio AFDU (Associazione donne diplomate dell’Università); poi il primo premio “Giovani ricercatori”.

Numerose le pubblicazioni nazionali e internazionali firmate dalla Palermo, lei stessa sottolinea:

“Ho partecipato a numerosi convegni internazionali, tra cui il Convegno mondiale di Filosofia, tenutosi a Pechino nel 2018, dove ero l’unica lucana presente.

Ho pubblicato due monografie: un libro, scritto con lo psichiatra Riccardo Dalle Luche, su Frida Kahlo, “Psicoanalisi immaginaria di Frida Kahlo”, Mimesis edizioni 2016, che si è classificato secondo al premio Nabokov; e “Logique juridique et logique probabiliste à l’âge moderne. Perspectives pour une une philosophie du langage”, Éditions Mimésis, scritto da sola in lingua francese.

Nel 2020 ho scritto e pubblicato un articolo dal titolo: “L’emozionante scientificità del linguaggio della Costituzione italiana”, pubblicato sul numero 44 di una prestigiosa rivista italiana “Comunicazione filosofica”.

Questo articolo è stato scelto perché giudicato di altissimo valore scientifico, dalla Sezione Lombarda della SFI (Società filosofica italiana) per essere pubblicato sul proprio sito e per dare visibilità alla Rivista stessa sul sito della SFI nazionale”.

Nel 2020, in piena pandemia e completamente sola e lontana dai suoi cari (che vivono a Campomaggiore), Angela realizza la sua opera più bella, più importante e più faticosa: sua figlia Mariasofia.

Attualmente Angela insegna Filosofia e Storia presso il liceo Scientifico “Barsanti e Matteucci” di Viareggio e non perde occasione per ribadire quanto sia innamorata del suo lavoro:

“A scuola, ho organizzato vari corsi e coordinato progetti, tra cui uno che mi è stato particolarmente a cuore, contro la violenza di genere, argomento che sto approfondendo.

A tal proposito sto preparando un libro sull’empatia, perché mi sta tanto a cuore la tematica sull’abuso psicologico.

Sono anche ricercatrice associata al laboratorio di “Logiques de l’agir” dell’università di Besançon.

Sto lavorando ad altri progetti scientifici in ambito psico-filosofico.

Amo moltissimo il cinema, lo sport e, soprattutto, la Lucania, dove abita e abiterà per sempre il mio cuore”.

Abbiamo voluto raccontare la storia di Angela perché, come sottolineato all’inizio, è una storia comune a quella di altri giovani lucani che sono partiti con una valigia piena di sogni ed anche dopo averli realizzati non perdono mai la speranza di ritornare a casa, in Basilicata.

Enza Martoccia

Di seguito una foto della professoressa Angela Palermo con Carlo Cellucci, tra i prof. di logica più famosi al mondo; e una foto della Palermo a Pechino al Congresso mondiale di Filosofia.