Barile è la città del vino! Nelle casette artigianali si conserva il pregiato Aglianico Doc

Barile, un nome, un programma, una certezza.

Si estende su due colline separate da un burrone.

Ma la sua peculiarità è che, oltre alla conoscenza della lingua italiana, di pari passo, vi è la cultura arbëresche (in greco “albanese”).

Il paese fu edificato da popoli albanesi, che emigrarono in queste terre: da secoli si conservano lingua, tradizioni e culti religiosi.

Barile è nota come la città del vino: poco fuori dal paese, nelle piccole case artigianali dai portoni colorati (“le Sheshe”), si conserva il pregiato vino Aglianico Doc.

Archi e portali riempiono palazzi e luoghi sacri, tra i quali ci sono il Santuario della Madonna di Costantinopoli, la chiesa della Madonna del Carmine, la chiesa rupestre di San Leonardo, di Sant’Attanasio e San Rocco, di San Nicola e quella intitolata alla Madonna delle Grazie.

In diversi momenti dell’anno, il sacro si mischia con il profano.

La Via Crucis vivente, è diventato l’evento da vivere con passione, lungo le strade del borgo, dopodiché si fa il giro delle cantine per la degustazione dei tipici prodotti locali.

Il buon aglianico si accompagna con cibi di tradizione albanese.

Il “Tumact me Tulez” è un buon piatto di tagliatelle caserecce con mollica di pane e sugo alle noci.

Difficile nel pronunciarlo, ma meno difficile nell’accennarlo!

Ordinare la salsiccia, la selvaggina è più facile.

L’olio utilizzato per i condimenti è quello certificato dell’olio di Barile, che rende il paese socio dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio.

Boschi, sorgenti, torrenti, aree protette e da pascolo, completano la bellezza del luogo.

Prima di lasciare Barile, non si può saltare la visita alla Fontana dello Steccato: un singolare monumento dal potere singolare… che sembrerebbe riesca a tenere lontane le influenze negative.

Donata Manzolillo