Armento e la chiesa di San Vitale: uno scrigno che custodisce tesori d’arte sacra! Tra affreschi e opere seicentesche ecco cosa vedere nella suggestiva cripta

Armento è un piccolissimo comune posto su un’altura nella valle del torrente Armento e rientra nel Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val D’Agri Lagonegrese.

L’antico borgo custodisce ricchezze architettoniche, artistiche e culturali di particolare pregio che non lasciano indifferente chi si imbatte in esse.

Tra i luoghi di culto più suggestivi di Armento troviamo la chiesa di San Vitale che è la cripta dell’antica chiesa Madre, probabilmente risalente al XI secolo.

La chiesa preesistente viene menzionata nel 1588 nella visita pastorale di mons. Santonio, vescovo di Tricarico.

La chiesa aveva l’aspetto di un fortilizio, poiché recuperata nel 1040 da un’ala del castello che il conte Tuscano dedicò alla venerazione dei corpi dei santi abati Luca e Vitale.

Nel 1947, per infiltrazioni di acque, la chiesa crollò, fu conservata solo la Cripta restaurata dalla Soprintendenza di Matera, la quale affidò al pittore pugliese, Amerigo Barrocchia, il compito di ripulire le pitture coperte di calce.

Il nucleo conservato è caratterizzato da strutture archivoltate, decorato da un ciclo pittorico seicentesco che raffigura episodi della vita di San Vitale.

Tra gli affreschi più suggestivi presenti nella cripta c’è quello che raffigura la Crocifissione tra S. Nicola e S. Michele Arcangelo, affresco che risale sempre al Seicento.

Nella chiesa è presente anche una tela ad olio del Seicento Crocifisso tra S. Nicola e S. Michele Arcangelo del pittore Antonio Ferri.

Il tempio conserva un mezzobusto ligneo seicentesco raffigurante San Francesco da Paola.

Del 1608 è una crocifissione sul lato destro con l’Arcangelo Gabriele che sconfigge un demonio e san Nicola accompagnato da un paggetto.

L’interno, a pianta irregolare, è suddiviso in tre navate scandite da due coppie di pilastri termina con l’altare a muro su cui poggia la nicchia che ospita la statua del santo e, alla base la nicchia con le sue reliquie.

Lungo il lato di sinistra, un’apertura ad arco conduce ad un piccolo spazio nella quale trova posto un semplice altare in muratura.

La pavimentazione su disegno, del Prof. Prajer è in ceramica.

La statua, del 1830, rappresenta S. Vitale con mura e pastorale, in abito abbaziale, con una mano benedicente e con l’altra in atto di sostenere una cipolla, quella dell’agiografia, simbolo della sua vita santa e penitente.

Nel 1990, in occasione del Millenario della morte di San Vitale (compatrono di Armento) il Comune di Armento con il supporto del Comitato d’Onore, fece realizzare un opuscolo all’interno del quale narrò la vicenda umana di San Vitale ed il suo legame con il paese.

Nella presentazione a firma dell’allora parroco di Armento, Don Domenico Angerosa si legge:

“Quest’anno si compie il Millenario della preziosa morte di San Vitale, Abate dell’ordine di San Basilio Magno, di quei Monasteri Basiliani tanto benemeriti nella nostra Regione e altrove, inseparabilmente unito a S. Luca, pure Abate Basiliano, venuto dalla Sicilia con Vitale a condividere con Lui la vita santa, la morte, avvenuta il 13 ottobre del 993 e la gloria; S. Luca Titolare della nostra parrocchia, S. Vitale celeste Compatrono,, inseparabili perfino nella iconografia. […]

Collaborato da giovani e devoti, nel clima entusiastico del Millennio, pungolati dalla imminenza della sua celebrazione, in tutta fretta nasce questo volumetto a portarci notizie della vita mirabile del nostro Santo, veramente nostro , benché nato a Castronuovo di Sicilia, che lo venera quale patrono principale, in Armento visse , operò e riposa nel sonno dei Giusti, presso S. Luca, come volle, lasciandoci, quale sacro deposito, le sue venerabili Reliquie. […]

San Vitale ebbe per libro il Vangelo, per bandiera la Croce, per programma di vita la povertà e la penitenza, per legge l’amore di Dio e al prossimo e un solo domani, il Paradiso. Il suo insegnamento di uniformità a Cristo povero casto, obbediente e sofferente, è quanto mai attuale, oggi che l’uomo è preso dalla febbre del denaro e del consumismo e si prostituisce davanti agli dei falsi e bugiardi, che sono il denaro, i piaceri, la violenza, la superbia, che non possono dare la felicità che promettono”.

La Cappella di San Vitale ad Armento resta una meta molto ambita per fedeli, curiosi ma anche ricercatori alla scoperta di meraviglie nascoste.

La cripta è uno scrigno che custodisce tesori d’arte sacra, espressione di un turismo religioso di nicchia.

Enza Martoccia

Di seguito alcune foto scattate all’interno della chiesa di San Vitale.