Anzi e la magia del Presepe: la vita di Gesù nella cornice dei suggestivi paesaggi lucani!

Un’opera d’arte, quarta in Europa per grandezza, che coniuga la riproduzione in gesso delle scene della vita di Gesù ispirate dal Vangelo con gli splendidi paesaggi lucani.

Il Presepe Poliscenico Stabile custodito ad Anzi è un monumento di bellezza assoluta, di sacralità e genio artistico.

Dieci le scene protagoniste del racconto evangelico, realizzate con un lavoro immane e certosino utilizzando oltre al gesso altri materiali di recupero.

Un presepe imponente e suggestivo che si estende per tredici metri di lunghezza, con una profondità di più di tre metri che crea un effetto ottico sbalorditivo, grazie ad una grande profondità di campo.

Ogni scena suscita nello spettatore un tripudio di emozioni perché, con grande sapienza e passione, sono state riprodotte alcune delle più emblematiche scene della vita di Gesù Cristo riportate nei Vangeli di Marco, Matteo, Luca e Giovanni: dall’Annunciazione della lieta novella alla Madonna dal messaggero di Dio, l’arcangelo Gabriele, alla nascita di Gesù, dalla venuta a Gerusalemme dall’Oriente dei Re Magi alla fuga in Egitto di Giuseppe, Maria e il Bambino, dalla presentazione al Tempio a Gesù dodicenne nel tempio di Gerusalemme che si intrattiene con i dottori della Legge.

Il racconto religioso, magistralmente messo in scena, è reso ancor più solenne da una particolarità segno di spirito di appartenenza e grande orgoglio per le proprie origini: le ambientazioni riproducono alcuni dei più belli e caratteristici paesaggi della Basilicata che vanno dalle meravigliose e imponenti Dolomiti lucane alla magica e tranquilla Val Camastra, per giungere all’iconica capitale Europea della Cultura, Matera, con i suoi caratteristici Sassi, Patrimonio Mondiale UNESCO.

Nelle dieci scene sono state riprodotte le costellazioni e, una chicca che meraviglia chiunque abbia visto quest’opera d’arte, il racconto evangelico si può ammirare “nel tempo” in tutto il suo splendore grazie ad un dispositivo dissolvenza che crea un suggestivo effetto giorno – notte.

Il Presepe Poliscenico Stabile di Anzi è stato inaugurato ventidue anni fa ed è nato dall’idea di Antonio Vertulli, ex parroco del piccolo paesino lucano, e dall’impegno di dieci volontario del luogo, con il contributo di tutta la comunità che, in quegli anni, si è prodigata per la realizzazione di questo indiscusso capolavoro.

La cura dei particolari, che vedono ad esempio la presenza di circa 1600 tegole in rame, l’utilizzo della pietra viva delle casette arroccate e illuminate, l’attenzione nell’intagliare le statuette dei personaggi che sembrano prender vita, gli stretti vicoli, le ripide scale, le vette delineate da soffice e bianca coltre di neve, tutto narra una storia antica che coinvolge e arricchisce chi la ascolta attraverso una serie di immagini che rimarranno per sempre impresse nella memoria e, soprattutto, nel cuore.

Perché la storia del presepe è antica, come antica è la storia del primo presepe realizzato a Greccio e nato dal desiderio di rievocare la nascita di Gesù dopo il viaggio che San Francesco fece in Palestina nel 1223.

E oggi il visitatore che arriva ad Anzi per il Presepe Poliscenico Stabile può osservare con grande attenzione, scrutare con calma e curiosità ogni piccolo particolare di queste dieci scene rappresentate e realizzate in dieci finestre che si affacciano sul passato, dieci nicchie che preservano e valorizzano il maestoso manufatto.

A custodia dell’opera, l’associazione Teerum Valgemon Aesai.

Maria Vittoria Pinto

Di seguito due foto del Presepe Poliscenico di Anzi.