Acerenza è uno dei 10 posti più belli del mondo! Cattedrale e Cripta: due gioielli di questo incantevole borgo medievale

Il centro storico di Acerenza ha mantenuto le caratteristiche di borgo medievale con una urbanistica tipica del 1500 che gravita attorno al Castello e alla Cattedrale.

Nel mese di febbraio del 2018 la rivista americana Forbes Italia ha citato Acerenza come uno dei 10 posti più belli del mondo.

Il pittoresco paese nel mese di ottobre del 2018 è stato set cinematografico del film di produzione italo-canadese “From the vine came the grape” del regista Sean Cisterna.

Con l’aiuto della locale Pro Loco, focalizziamo l’attenzione sulla Cattedrale e la Cripta.

Cattedrale

La Cattedrale insiste su un sito già utilizzato come area sacra.

Essa è stata costruita su di un tempio romano dedicato ad Ercole Acheruntino e una cattedrale tardoantica.

Nell’inverno del 2006 durante i lavori di restyling della piazza oggi chiamata Arnaldo, vengono ritrovate delle strutture murarie risalenti a prima del VII sec. d.C., molto probabilmente ambienti della Cattedrale tardoantica.

L’inizio della sua costruzione risale alla fine del XI sec. sotto l’arcivescovo Arnaldo e termina nei primi decenni del XII sec.

L’edificio è di stile romanico con influenze francesi.

In Italia esistono altri due esemplari che adottano il medesimo schema planimetrico, San Paolo di Aversa e la S.S. Trinità di Venosa.

La facciata è stata rimaneggiata più volte, già intorno al XIII sec. con l’inserimento del portale e del protiro in stile romanico-pugliese, decorati da bassorilievi e statue.

A seguito del terremoto del 1456 la Cattedrale viene recuperata grazie ai Conti Ferrillo che la dotano anche di una cripta sotto l’altare maggiore.

Nel 1555 viene ricostruita la torre sud-ovest grazie all’arcivescovo G. Michele Saraceno, decorata secondo il gusto antiquario dell’epoca da materiale di reimpiego di epoca romana.

La Cattedrale è lunga circa 69 metri con un copro centrale largo 21 metri, possiede un transetto di 38 metri con una altezza massima di circa 27 metri, tre navate con 10 pilastri, cinque per lato e occupa un’aerea di circa 1880 mq.

Possiede un deambulatorio su cui si aprono tre cappelle radiali intorno all’abside centrale e altre due ricavate nel transetto.

Il deambulatorio presenta una copertura molto particolare caratterizzata da volte a crociera a campate irregolari generate da archi a sesto acuto.

L’altare e l’ambone sono realizzati con materiali di reimpiego post-medievali, mentre il coro absidato e sopraelevato è caratterizzato da sette archi, gli intradossi delle arcate del coro sono decorate con motivi a grottesca tardo rinascimentale.

Tra i lacerti superstiti si distinguono:

  • una Madonna con il bambino di scuola centro italiana tardo quattrocentesca, realizzata molto probabilmente da Giovanni Luce da Eboli (XV- primo ventennio del XVI sec.);
  • un affresco di un Santo vescovo con pastorale di autore ignoto, raffigurante probabilmente il patrono Canio (XIV-XVI sec.), realizzato nella parete dell’abside su di un pilastro del coro;
  • una raffigurazione purtroppo acefala attribuibile a San Pietro martire del XV-XVI sec.

Cripta

Al di sotto dell’altare maggiore si apre il succorpo, terminato nel 1524, commissionato da Giacomo Alfonso Ferrillo, Conte di Muro e Signore di Acerenza, che ristruttura la Cattedrale danneggiata dal terremoto del 1456.

La cripta si presenta come uno spazio quadrangolare ricavato sotto l’altare maggiore ripartito in tre navate da quattro colonne sorrette da plinti decorati da bassorilievi.

Al di sopra delle colonne abbiamo dei capitelli in stile composito con doppio abaco e tronchi di piramide rovesciati, decorati con putti e figure fitomorfe.

Le pareti laterali, scandite da lesene, sono decorate da affreschi.

A sinistra abbiamo una Santa Margherita di Antiochia raffigurata mentre calpesta il drago e l’Adorazione dei Magi, mentre sulla destra un Sant’Andrea, con la croce del martirio e il vangelo, e un San Matteo, seduto nel suo studio, intento a scrivere su un libro che un angelo gli porge.

La volta è divisa in nove voltine richiamanti delle crociere, affrescate con clipei dentro i quali sono raffigurati: Evangelisti, Dottori della Chiesa, Fondatori di Ordini e Apostoli.

Al termine della navata centrale troviamo un piccolo altarino coperto da una volta a botte suddivisa in cassettoni con all’interno araldiche della famiglia, un fregio di putti e una monofora che affaccia in un vano chiuso decorata con due figure angeliche affrontate.

L’altarino funge da scrigno per un sarcofago marmoreo, realizzato da una bottega napoletana, decorato con ghirlande, attributi vescovili e cristologici, con al centro l’araldica della famiglia Ferrillo-Del Balzo.

Questo sarcofago, detto anche Cassone di San Canio, (il quale è vuoto) molto probabilmente è un monumento funebre della famiglia, sepolta invece a Napoli presso la Chiesa di Santa Maria delle Anime.

Nicola Santulli

Di seguito una foto della Cripta e della facciata esterna della Cattedrale.