A Latronico si tramanda l’arte del puntino ad ago: tecnica di ricamo complessa che fa girare l’economia

Se c’è in Lucania un borgo che può vantare uno spiccato senso dell’accoglienza, questo è sicuramente Latronico.

Uno stile di vita suggestionato dallo straordinario contesto naturalistico in cui è immerso.

Latronico non è soltanto “la città del benessere”, appellativo datogli grazie alle sue terme in località Acqua Calda, ma anche la città del Puntino ad Ago.

Un lavoro antico, una vera arte, tramandata e non messa nel dimenticatoi, grazie all’impegno di molte donne latronichesi, che risale gli inizi del ‘900.

Negli anni cinquanta, in questo incantevole piccolo paese della Lucania, situato a poca distanza dal Parco del Pollino e circondato dai “calanchi”, alle pendici del Monte Alpi, si realizzavano i corredi, abiti nuziali e arredi sacri, ricamati a mano.

Il “Puntino ad ago” è una tecnica di ricamo molto complessa, ma unica in Italia.

Viene praticata senza telaio.

Si lavora utilizzando, oltre all’ago, una bacchettina rotonda che dà la misura e la regolarità agli archetti che formano i punti.

Da sinistra verso destra, tenendo la bacchettina con la mano sinistra, con un uncinetto molto sottile, prende vita, con una semplice catenella lunga quanto la larghezza del bordo da eseguire, il ricamo a Puntino ad Ago.

Il pizzo che viene utilizzato, durante il ricamo, è simile a quello adoperato in alcune zone del mediterraneo orientale.

Sulle sue origini non vi è molta certezza: potrebbero risalire al VI sec. a.C. o essere, semplicemente, un’evoluzione del filet classico a modano, molto diffuso a Latronico.

Nel tempo, l’arte del puntino ad ago, è riuscita a trasformarsi in vettore di cultura, sviluppando una micro economia, con una risonanza non indifferente sul territorio nazionale ed internazionale.

Per tramandare e tutelare quest’ antica arte preziosa e nobile, è nata l’associazione culturale “Il tassello”, che da anni lavora per valorizzare l’arte del “Puntino ad ago di Latronico”, esaltandone la sua preziosità.

Non solo, ha attivato le procedure per l’inserimento del Puntino ad Ago nella lista dei beni del patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO.

Un bene intangibile, di quest’area, che vale la pena imparare!

Donata Manzolillo