A Castelsaraceno arriva il ponte tibetano da record: sarà il più lungo del mondo!

La Basilicata si conferma meta privilegiata per gli appassionati di sport adrenalinici all’aria aperta e ad alta quota.

C’è davvero l’imbarazzo della scelta, ormai, per chi è alla ricerca di emozioni forti, da brivido, in scenari mozzafiato, sospesi a un filo, a piedi oppure in volo.

Per i per viaggiatori più esigenti e coraggiosi, per quelli che non si accontentano di lunghe camminate a passo lento, a piedi, a cavallo o in bicicletta o di praticare arrampicata sportiva nel contesto delle tante aree protette della regione, né dei percorsi di abilità sospesi in mezzo agli alberi o dei funambolici percorsi dei parchi avventura disseminati su tutto il territorio – come quello del Pollino, di Albano di Lucania, Ruoti, Accettura, Viggiano – il ventaglio di proposte si fa decisamente interessante: dal Volo dell’Angelo tra Pietrapertosa e Castelmezzano al Volo dell’Aquila a San Costantino Albanese; dal “Ponte alla luna” di Sasso di Castalda a quest’ultima grande novità in arrivo a Castelsaraceno per i primi mesi del 2021.

Sarà il ponte tibetano più lungo del mondo: 589 metri di lunghezza e 80 metri di altezza.

A mezz’aria sul canyon attraversato dal torrente Racanello. A metà tra il Parco nazionale del Pollino e quello dell’Appennino Lucano-Val d’Agri Lagonegrese, motivo per cui, si chiamerà il “Ponte tra i due Parchi”, in stretta analogia con la definizione con cui è, d’altronde, noto lo stesso comune di Castelsaraceno, l’antico “Castrum Saracenum”, roccaforte saracena, alle pendici del monte Alpi, borgo medioevale, in provincia di Potenza: sorge nel Parco nazionale del Pollino e al confine con il Parco dell’Appennino lucano Val d’Agri Lagonegrese, appunto per questo, conosciuto come il “Paese dei due Parchi”.

Annunciata come un’opera da Guinness dei primati. Il nuovo macro attrattore si aggiunge, integra e arricchisce l’offerta turistica complessiva di una regione che ha sposato, da diversi anni, un modello innovativo di sviluppo puntando sulla salubrità dell’aria, sulla bellezza insita nella straordinaria varietà di paesaggi, sulle atmosfere intense di quiete e d’incanto, sulla più euforica magia che può spingere d’improvviso persino a toccare il cielo con un dito.

Realizzato da due ditte lucane (Geofond di Policoro e la Geovertical di Lauria) per un milione e mezzo di euro a valere su fondi regionali e PO Val d’Agri.

Il nuovo ponte è una campata unica, sorretta da quattro funi portanti da 35 millimetri e da 2 di sicurezza da 20 millimetri.

Collega il nucleo più antico del borgo sul monte Castelveglia, da dove svettano i ruderi dell’insediamento originario, con le pendici del dirimpettaio Monte Raparo: un lungo percorso sospeso, da 916 metri di altitudine a 1763. Per attraversarlo in tutta sicurezza, da un capo all’altro, servirà indossare ovviamente un’apposita imbragatura.

Il progetto prevede anche la realizzazione di una parete attrezzata per il free-climbing adatta ai bambini, una strada ferrata per la grotta Scasciata, un “percorso d’acqua” dove praticare torrentismo (canyoning) nelle acque del Racanello, un “percorso della memoria” tra i mulini storici della zona e degli itinerari tra bosco Favino e Monte Alpi.

Un’occasione in più, dunque, per venire a visitare questo piccolo borgo che sa regalare, tra l’altro, uno straordinario colpo d’occhio già a guardarlo da lontano, arroccato com’è a 916 metri sul livello del mare, lungo pareti rocciose che ne rendono assolutamente unica e suggestiva la scenografia.

Famoso, in particolare, per la Festa della ‘ndenna il tradizionale matrimonio degli alberi: uno dei riti arborei della Basilicata che torna ogni anno, nell’arco di tre giornate, le prime tre domeniche di giugno, che corrispondono a tre diversi momenti del matrimonio tra gli alberi. E per la Festa della Montagna, l’ultimo weekend di ottobre.

Cristiana Lopomo