A Castelgrande un potente telescopio per osservare il bagliore delle stelle

“Una stella è un corpo celeste che brilla di luce propria”.

Se in astronomia e astrofisica si parla di sferoide luminoso di plasma, la pronuncia di questa parola rimanda a intensi pensieri sull’infinito, alla letteratura, allo stilnovismo del Guinizelli, a Leopardi, Pascoli, Ungaretti.

Insomma questo puntino luminoso nel cielo lassù è tutt’altro che un tecnicissimo termine scientifico, è fautore di opere celeberrime e appassionate dichiarazioni d’amore al chiar di luna.

Ad occhio nudo è possibile scorgere, in una notte con condizioni atmosferiche ottimali, fino a 4000 stelle, a seconda del luogo e del periodo di osservazione.

Ciò è fattibile solo in un cielo perfettamente buio, privo di nuvole o foschia e senza la piaga dell’inquinamento atmosferico e luminoso che sporca i nostri cieli.

Una delle poche località in Italia con un cielo abbastanza buio da consentire buone osservazioni astronomiche è Castelgrande.

E proprio il piccolo paese della Basilicata è definito, da decenni, il paese osservatorio.

Fra le montagne attraversate dall’antica via Appia, a 1250m. s.l.m., è possibile vivere un’emozionante e coinvolgente esperienza di osservazione delle meraviglie della volta celeste, grazie alla Stazione astronomica eretta in località Toppo di Castelgrande.

L’iniziativa per la realizzazione di un Osservatorio Astronomico risale agli anni ‘60, quando si ipotizzò la costruzione di un Osservatorio Nazionale che “avrebbe dotato il Mezzogiorno d’Italia di una struttura di notevole rilevanza scientifica e culturale in grado di polarizzare interessi e prospettive di ampia portata sociale ed economica”.

Nel 1965, i responsabili dell’Osservatorio Nazionale inviarono in località Toppo di Castelgrande una commissione incaricata dello studio preliminare delle condizioni atmosferiche; contemporaneamente arrivarono anche un gruppo di astronomi inglesi in località Palazzulo, incaricati della scelta del sito per l’Osservatorio Nazionale inglese.

I due studi misero in mostra l’eccellente qualità del cielo e dal 1971 iniziò una campagna di osservazioni, condotte sia dagli italiani che dagli inglesi, nelle località limitrofe del passo del Granito e del monte dei Morti.

Il 21 febbraio 1973 la commissione per l’Osservatorio Astronomico Nazionale deliberò che l’Osservatorio Astronomico Nazionale venisse eretto in località Toppo di Castelgrande.

L’iniziativa subì una battuta d’arresto, ma il progetto riprese nel 1991 grazie alla tenacia del Consiglio Comunale e all’interessamento dell’Osservatorio Astronomico di Capodimonte.

L’Osservatorio di Castelgrande è sede del primo Centro internazionale in Italia per esperimenti di Astrofisica (SINGAO).

L’imponente struttura, gestita in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), è dotata di un telescopio TT1 (Toppo Telescope n. 1) fornito di uno specchio di 156 centimetri; la strumentazione del TT1 consiste, tra l’altro, di una telecamera CCD con 2000 x 2000 pixel, di 15 micron di lato, riccamente dotati di filtri interferenziali, uno spettrografo fabbricato in Danimarca, un fotometro a 3 canali, realizzato a Vilnius in Lituania.

Il telescopio è uno degli strumenti ottici di maggior diametro sul suolo nazionale.

Inoltre, a latere, in località Accolta, è stato costruito un Osservatorio per Astrofili, affidato in gestione alla locale Pro – loco, che ha in dotazione un telescopio con uno specchio di 40 cm. di diametro.

E se qualcuno volesse “rimirar le stelle”, può farlo a Castelgrande grazie al potente telescopio didattico effettuando personalmente osservazioni astronomiche.

Maria Vittoria Pinto